Obiettivi strategici per il 2023: si accende lo scontro in consiglio

Bocciati i 13 emendamenti dell’opposizione, la maggioranza vara il documento di programmazione Battaglia in aula tra Mastrilli e Ciancaione sui centri per i rifiuti i cui lavori sono fermi da oltre un anno
ROSETO. Acceso scontro sui 13 emendamenti presentati dai consiglieri Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe, ma alla fine la maggioranza li boccia tutti e, dopo una lunga discussione, approva il documento unico di programmazione 2023-2025. È la sintesi della prima parte del consiglio comunale di ieri, in cui l’amministrazione, forte della sua maggioranza, non ha avuto problemi ad approvare il Dup, portato una prima volta nel consiglio comunale del 28 aprile, ma rinviato a ieri a causa di un ritardo nel deposito dei documenti.
La discussione sugli emendamenti, però, è stata accesa. Si è parlato di tutto, dalla chiusura dell’ufficio Iat agli eventi, dalla villa comunale agli impianti sportivi, ma ciò che emerso è l’acredine sempre maggiore tra maggioranza e opposizione. «Noi facciamo opposizione ed è normale che presentiamo emendamenti», ha detto Ginoble, «a noi sorprende questa vostra chiusura a prescindere». Ginoble ne ha presentati 3 di emendamenti, mentre Di Giuseppe 10. «Dopo l’eliminazione degli interventi preliminari», ha aggiunto Di Giuseppe, «volete tapparci la bocca anche sugli emendamenti. Cosa dovremmo fare, stare zitti?». Il consigliere di maggioranza, Enio Pavone, ha spiegato il perché della bocciatura degli emendamenti. «Dobbiamo parlare del Dup, dove si trattano tutti gli argomenti», ha affermato Pavone, «dunque gli emendamenti non aggiungono nulla, ed è per questo che non li accogliamo».
Non si placano però le polemiche dopo lo scorso consiglio comunale, dove c’è stato un duro scontro tra la consigliera di maggioranza Lorena Mastrilli e la consigliera di opposizione Rosaria Ciancaione sul tema del centro raccolta rifiuti e centro del riuso. Ciancaione in un primo intervento ha citato una lettera, pervenuta ai consiglieri e al sindaco, da parte di una consigliera di maggioranza (Mastrilli) sui centri in fase di realizzazione, dove però i lavori sono fermi da un anno e mezzo. «Consapevole che l’eventuale delocalizzazione delle due strutture in altro sito potrebbe comportare un danno erariale all’ente, ovvero la restituzione delle somme già incassate», si legge nella lettera, «propongo di ripensare l’utilizzazione delle due strutture, impiegando le stesse con il minor impatto ambientale, cioè impiegando il centro di raccolta per il solo conferimento di alcuni rifiuti. Ritengo invece che il centro del riuso debba essere concluso nella sua interezza». Immediata la replica della consigliera Mastrilli. «Tutti hanno combattuto contro quell’opera scellerata», ha proseguito Mastrilli, «la battaglia contro il centro raccolta rifiuti e il cento del riuso è arrivata a me e non è iniziata da me. Lei ha sempre bisogno, consigliera Ciancaione, di mettere lo stendardo, ma questo stendardo viene applaudito solo dalla sua cerchia di fan. Io vivo nel quartiere e ci tengo. Noi abbiamo cercato di trovare una soluzione per non realizzare quei due centri, ma alla fine questa soluzione non c’è».
Il dibattito è andato avanti. «La battaglia sì, è iniziata da me, e poi si è costituito un comitato che in una settimana ha raccolto oltre 1.300 firme», ha risposto Ciancaione, «io feci presente una soluzione un anno e mezzo fa, all’interno della maggioranza, per bloccare gli interventi, ma quella strada non è stata presa in considerazione». Mastrilli allora ha proposto un confronto pubblico, davanti ai cittadini, tra lei e Ciancaione. Alla fine Ciancaione ha concluso così: «Quando mi confronto con le persone devo essere alla pari. Io parlo un linguaggio, lei ne parla un altro».
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