Oncologia Teramo, riapertura lampo: sostituiti i medici ammalati

3 Dicembre 2015

Dopo l’annuncio del blocco dei ricoveri, il manager trova i sostituiti dei medici malati

TERAMO. Mai vista una chiusura tanto breve. Il reparto di oncologia dell’ospedale di Teramo, chiuso l’altroieri, è stato riaperto nemmeno 24 ore dopo.

Il realtà – visto che non si trattava precisamente di chiusura ma di blocco di ricoveri – il direttore generale Roberto Fagnano, in una conferenza stampa convocata in tutta fretta, ha fatto notare che il reparto di oncologia è rimasto in realtà sempre attivo.

Ieri mattina, spinti dall’emergenza causata dall’annuncio shock fatto dalla direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci il pomeriggio precedente, sono stati trovati i medici per sostituire i tre oncologi assenti per malattia. Tutti quelli in forza al reparto (più il primario Amedeo Pancotti) che, via via, negli ultimi mesi si sono assentati una per maternità, una per malattia e due giorni fa il terzo perchè si è rotto un polso. L’emergenza era stata più volte segnalata dal primario, ormai dall’agosto scorso. C’è da chiedersi come mai la soluzione si sia trovata solo ieri, dopo l’allarme lanciato alla popolazione. Che non fa certo bene all’immagine dell’ospedale di Teramo.

Fagnano su questo punto glissa, così come non spiega come mai la direttrice sanitaria della Asl non sia presente alla conferenza stampa nell’atrio davanti al reparto di oncologia. E a chi gli chiede se prenderà provvedimenti per l’evidente divergenza di idee su come affrontare il problema, risponde: «No assolutamente».

Così, alla fine, “tanto rumore per nulla”. «L’oncologia ha avuto una serie di difficoltà ulteriori rispetto a quelle storiche», commenta Fagnano, «che hanno aggravato la mancanza di personale dedicato. Noi abbiamo avviato una procedura per dotarci di oncologi a tempo determinato, ma finora non ha risposto nessuno. Forse ne avremo uno dal 1° gennaio. L’emergenza per ora l’abbiamo tamponata con personale preso da altri reparti ma in possesso della specializzazione in oncologia». In sostanza i turni saranno coperti dai medici del reparto di medicina generale, che peraltro condivide la stessa ala con l’oncologia.

«Forse l’errore è stato non comportarsi per l’assunzione degli oncologi come ho fatto con l’acquisto del secondo acceleratore lineare, in cui è stata violata qualche prescrizione regionale. Visto che l’avevo fatto una volta, avrei potuto farlo una seconda», afferma semiserio Fagnano. E poi precisa che in realtà è già in una situazione in cui potrebbe essere sanzionato. Il riferimento è alla legge del 2014 che dava un anno di tempo (scaduto il 25 novembre scorso) per attuare una vecchia direttiva europea secondo cui il personale deve riposare almeno 11 ore fra un turno e un altro.

«E’ un disastro», commenta Fagnano, «per realtà come Teramo – e altre abruzzesi vessate dal blocco del turn over – tutto ciò è destabilizzante». Dell’argomento si discuterà il 10 in una riunione in Regione. La complicazione sui turni, peraltro, rende ancor più difficile risolvere le carenze di oncologia.

Alla conferenza stampa, a cui hanno partecipato anche il vice direttore sanitario del presidio Pino Rosati e il direttore amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia, era presente anche Pancotti il quale ha spiegato che «se un reparto perde più del 40% dei medici (i tre del day hospital oncologico sono tutti al lavoro, ndr) va in crisi» auspicando che il “prestito” di medici da altri reparto sia breve anche per non disorientare i malati.

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