Opera salva-spiaggia in ritardo Cantiere previsto fino all’11 luglio

Lo scrive la Regione al Comune dopo aver rinviato la gara d’appalto e riavviato lo studio sulla sabbia Infuriati gli operatori della costa nord: «È una vergogna, non possiamo programmare la stagione»
ALBA ADRIATICA. Non c’è pace per la costa nord di Alba Adriatica devastata da erosione e mareggiate, dove gli operatori turistici aspettano la nuova sabbia promessa per poter piazzare gli ombrelloni in vista dell’estate: ieri ci si aspettava l’aggiudicazione della spiaggia di alimentazione - l’opera regionale da due milioni di euro che prevede un maxi ripascimento da 100mila metri cubi di materiale e due pennelli perpendicolari insabbiati - alla ditta che avrebbe dovuto realizzarla entro il 30 giugno come accordato con gli operatori, ma in municipio sono arrivati invece due atti che fanno slittare la fine dei lavori a luglio, quindi in piena stagione turistica, aggiungendo altro caos in una città già profondamente divisa sul tema.
Il primo dei due atti inviati ieri dalla Regione ha riaperto la conferenza dei servizi, quella in cui gli enti interessati devono dare il proprio assenso per procedere con i lavori, sulla questione della caratterizzazione della sabbia da aggiungere sull’arenile nord. Il documento, giunto insieme al rinvio a data da destinarsi della conclusione della gara d’appalto, offre poche ore di tempo agli enti per esprimersi. L’atto fissa al 7 giugno la riunione delle autorità per valutare eventuali richieste di modifiche sostanziali.
Il secondo atto regionale giunto ieri in municipio, diretta conseguenza del primo, chiede al Comune di prorogare l’autorizzazione ai lavori fino all’11 luglio. A confermare la missiva ricevuta è stata la stessa amministrazione comunale, che ora deve convocando gli operatori per valutare il da farsi. Il Comune, dopo aver ottenuto il parere favorevole della stragrande maggioranza degli operatori della zona nord, tra qualche lamentela aveva accolto la richiesta di autorizzare i lavori fino al 30 giugno, consentendo una interdizione dell’arenile e del tratto di costa dalla Bambinopoli fino a via Olimpica per garantire la sicurezza del cantiere.
La situazione è incandescente. «Siamo scioccati, qui si sta giocando sulla pelle di cittadini e imprenditori», dice Dino Cartone, presidente del comitato anti-erosione, «sono tutti colpevoli di questa situazione, dalle associazioni che hanno presentato le osservazioni contro l’opera fino alla Regione, passando per il Comune».
Ancora più duro è un gruppo di balneatori della costa nord albense: «Non siamo ancora in grado di programmare la stagione. Riceviamo disdette e rifiutiamo prenotazioni da parte di gruppi di turisti, rischiando anche di pagare penali, ma ancora non sappiamo se e quando si farà l’opera e potremo cominciare a lavorare», dice il balneatore Ivan Lazzarini, continuando: «Questa è una situazione vergognosa e lo è ancora di più dopo una pandemia con la sua conseguente crisi economica. La colpa è tutta della mancanza di dialogo tra le istituzioni. Una cosa è certa: non possiamo accettare lavori oltre il 30 giugno. Ci riserviamo di procedere per vie legali».
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