Ospedale, Futuro in: una sveltina politica contro il referendum

28 Novembre 2019

Criticata la delibera che mette Villa Mosca tra i possibili siti L’ex Pd Verna: così si complica l’iter per realizzare l’opera

TERAMO. «Sveltina politica». “Futuro in” bolla così l’operazione con cui la maggioranza e una parte dell’opposizione, accusata di «poltronite», nel consiglio di lunedì hanno risolto la questione della sede nel nuovo ospedale. Villa Mosca è stata inserita tra i possibili siti, neutralizzando la proposta di referendum messa in campo dalla lista civica, ma si sarebbe trattato della tipica situazione in cui «la montagna ha partorito il topolino».
A sottolinearlo è il coordinatore di Futuro in Giambattista Quintiliani secondo cui «i paladini della democrazia partecipata, coloro che in campagna elettorale si sono riempiti la bocca argomentando sulla partecipazione dei cittadini, sulla capacità di ascolto, sulla necessità di coinvolgere i teramani in maniera diretta, oggi licenziano con un «provvederemo”, “ci impegneremo”, “vedremo” che sa di “sveltina politica”, una questione importante». La modifica della delibera del 2017 che inserisce l’area del Mazzini tra le possibili collocazioni del nuovo ospedale, su iniziativa del consigliere Pd Massimo Speca, sarebbe dunque «prova provata della sciatteria amministrativa del sindaco Gianguido D’Alberto e della sua maggioranza». Quintiliani ribadisce che in ballo non c’è solo la valutazione urbanistica, ma il costo di realizzazione, il consumo di suolo e i contraccolpi economici per le tante attività che gravitano attorno all’attuale sede dell’ospedale che, in base a uno studio commissionato da Futuro in, potrebbe accogliere la nuova struttura. «Crediamo che i cittadini teramani non meritino tanta noncuranza», afferma il coordinatore della lista civica, «e abbiano il diritto di esprimersi su di un tema così importante». Futuro in comunque non molla. «Coltiveremo con altri mezzi», conclude Quintiliani, «la proposta di realizzare il nuovo Mazzini nell’attuale sito di Villa Mosca e la sottoporremo al giudizio diretto dei teramani».
Critico, con argomentazioni opposte a quelle della lista civica, anche l’ex Pd Maurizio Verna. Secondo lui, assente nella seduta consiliare di lunedì, la delibera del 2017 non andava toccata. L’inserimento di Villa Mosca tra i siti possibili, a detta di Verna, blocca la valenza amministrativa della decisione della Asl di realizzare l’ospedale a Piano d’Accio. «Stiamo creando curve su curve a un percorso che deve essere invece il più rapido possibile», spiega, «non possiamo più attendere, vista l’offerta sanitaria sicuramente non soddisfacente, come dimostrano i dati sulla mobilità passiva». Il rischio indicato da Verna è che l'azienda sanitaria rimetta in discussione la sede del nuovo ospedale, in un «perenne gioco dell'oca» con il Comune che scoraggerebbe gli investitori privati.
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