Ospitalità ai profughi Dati ancora incerti, ma i posti sono pochi

8 Marzo 2022

Le strutture di accoglienza sul territorio sono già sature La Caritas assiste i primi arrivati: in 26 controllati dalla Asl

TERAMO . L’accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra non ha ancora numeri certi sul territorio provinciale. Per il momento gli arrivi sono legati a iniziative private dovute per lo più a ricongiungimenti familiari. Il prevedibile aumento dei flussi, però, rende necessario un coordinamento a livello istituzionale delle iniziative e degli spazi disponibili. Per questo ieri mattina il prefetto Massimo Zanni ha riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, a cui è stata invitata anche la Diocesi, allo scopo di valutare le forze in campo.
I posti occupabili
A fronte dell’aumentata capienza disposta a livello nazionale nelle strutture di prima e seconda accoglienza sul territorio, dall’incontro di ieri è emersa la scarsa disponibilità di spazi liberi. Il quadro della situazione a Teramo stato fornito, nel corso della riunione in prefettura dal sindaco Gianguido D’Alberto e dall’assessore ai servizi sociali Ilaria De Sanctis. Nel capoluogo è attivo un sistema di accoglienza di secondo livello diffuso sul territorio, che prevede l’ospitalità ai profughi in diversi appartamenti, che al momento e saturo. I 40 posti ancora disponibili sono stati destinati infatti ad afghani in fuga dal regime talebano tornato al potere nel loro Paese, per cui al momento non ci sarebbero ulteriori spazi occupabili. Disponibilità all’accoglienza, per quanto emerso dall’incontro, sarebbe stata manifestata dai Comuni di Roseto, dove si troverebbero già sette ucraini arrivati con mezzi propri, e di Isola del Gran Sasso, che avrebbe dodici posti nel centro sul proprio territorio. Sono otto i profughi che hanno trovato ospitalità grazie alla Caritas diocesana diretta da don Enzo Manes, ma altri accolti in alcune famiglie avrebbero chiesto assistenza. Per questi ultimi sono in corso verifiche con la questura e le altre istituzioni territoriali per le procedure da seguire. Nel frattempo, all’interno di uno dei capannoni ex Villeroy alla Gammarana, prosegue la raccolta di prodotti di prima necessità da inviare in Ucraina, gestita dall’associazione Kerigma in collaborazione con il Comune.
Il piano della Asl
All’accoglienza dei profughi è stata dedicata anche la riunione dell’unità di crisi della Asl convocata dal direttore generale Maurizio Di Giosia. Sono state individuate le modalità di applicazione delle direttive dai ministero della Salute e Regione, istituendo un coordinamento delle attività in tre ambiti: tamponi, vaccinazioni e posti letto negli ospedali. L’azienda ha avviato controlli sanitari su 26 ucraini, ma si sta attrezzando per flussi ben più consistenti.
raccolta a MORRO D'ORO
Viveri a lunga scadenza, vestiti prodotti farmaceutici e altri generi di prima necessità sono stati raccolti sabato e domenica a Morro d’Oro. Saranno inviati in un centro umanitario in Polonia per i profughi ucraini. L’iniziativa anche in questo caso è stata coordinata da Kerigma insieme al Comune, con la collaborazione in ciascuna giornata di dieci volontari della Protezione civile locale. I prodotti sono stati sistemati in scatoloni donati da una ditta rosetana e avviati allo stoccaggio per l’invio. (g.d.m.-e.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.