Palazzi vuoti e spazi nel degrado: Colleatterrato resta una ferita

28 Dicembre 2023

L’80% degli sfollati per il sisma abitava nel quartiere e nessuno è ancora rientrato nella propria casa Criticità anche per le manutenzioni con asfalti dissestati ed erba alta in aree verdi e ai lati delle strade 

TERAMO. Strade disastrate, condomini lesionati e vuoti, spazi degradati. Colleatterrato resta una ferita per Teramo, resa dolorosa e profonda soprattutto dai tanti danni causati dal sisma del 2016. La ricostruzione, in gran parte di competenza Ater, non decolla. Ad eccezione delle palazzine di via Adamoli, di recente restituite alle 32 famiglie che l’abitavano prima del terremoto, a Colleatterrato si vive nell’attesa delle demolizioni dei complessi di via Giovanni XXIII (che dovranno essere ricostruiti) ma anche dell'avvio dei lavori in molti edifici con lesioni gravi ma non tali da richiederne l’abbattimento. Il numero degli sfollati rende l'idea del vuoto umano, economico e sociale che il sisma ha provocato nel quartiere: in 541 sono fuori casa da sette anni, compresi i 92 abitanti di via Adamoli di fatto non ancora rientrati negli appartamenti. Colleatterrato è stata la zona della città più colpita dal terremoto, tanto da contare l’80% degli sfollati dell’intero territorio comunale. Le ripercussioni dell’esodo forzoso sono significative sotto per il commercio locale, che ha perso una rilevante fetta di clienti, e sociale per le difficoltà di aggregazione fra le persone: sempre più il quartiere assume le caratteristiche di un dormitorio.
Ma non è solo questione di ricostruzione lumaca. I residenti, pur riconoscendo all’amministrazione comunale la bontà di alcuni interventi legati alla viabilità (come la nuova rotonda di Colleatterrato basso) e alla sistemazione di un piccolo parco giochi, lamentano trascuratezza sul fronte delle manutenzioni. Le strade non godono di buona salute: molti tratti sia nella zona di San Benedetto che in quella di Colleatterrato Alto sono sconnessi, con buche profonde e asfalto quasi sparito. In molto punti, ai bordi delle strade e negli spazi verdi, l’erba è alta e gli alberi necessitano di potature. C’è poi lo scandalo, da un punto di vista del decoro, del campetto di via Pilotti e del parcheggio sotterraneo. Se qualche mese fa alcuni giovani volenterosi del quartiere lo avevano ripulito, l’assenza di una manutenzione costante ha già vanificato quell’impegno. Vandalizzato e pieno di rifiuti anche l’immobile che dovrebbe fungere da spogliatoio: aperto e accessibile da chiunque in qualunque momento, rappresenta un pericolo igienico-sanitario e un rischio per i bambini che potrebbero accedervi. Il parcheggio coperto, inoltre, è sporco e disseminato di rifiuti, vecchie auto e motorini rotti. «Questo è un quartiere bello, che regala panorami unici. Negli anni lo hanno scelto anche tante giovani coppie e commercianti. Ma così come è ridotto non è accettabile», commenta una residente, Mira Carpineta, che a Colleatterrato vive e lavora da tanti anni, «la ricostruzione è ferma, soprattutto quella Ater. Le persone che vivevano in questi condomini torneranno mai in questo quartiere? Attorno ai palazzi abbandonati si crea inevitabilmente una condizione di degrado. A ciò si aggiunga lo stato di marciapiedi e strade, pietosi in diversi punti, anche in tratti sensibili come quelli prossimi alle fermate degli autobus. La sensazione è che di questa parte della città nessuno si interessi» conclude Carpineta.
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