Panichi accusa: «Mi hanno tolto il diritto di voto senza motivo»

Tortoreto, ritirata la tessera elettorale all’imprenditore, patron del premio “Teramo che lavora” Lui fa ricorso, lo vince e adesso medita di denunciare il Comune per abuso d’ufficio
TORTORETO. Un mese senza diritto di voto e senza nemmeno sapere il perché. Questa l’avventura burocratica di Patrizio Panichi, noto imprenditore e patron del premio “Teramo che lavora”, a cui il Comune di Tortoreto ha chiesto indietro la tessera elettorale senza nemmeno dargli una motivazione. Un mese dopo, a dargli ragione e ribaltare la situazione ci ha pensato la sottocommissione elettorale circondariale di Giulianova, che ha accolto il suo ricorso intimando di reinserirlo nelle liste elettorali. Ora per Panichi e il Comune di Tortoreto potrebbe aprirsi un lungo contenzioso legale, con l’imprenditore che valuta la possibilità di sporgere denuncia anche per abuso di ufficio.
Tutto è cominciato il 19 febbraio, quando il messo comunale si è presentato a casa di Panichi per consegnargli l’atto firmato dal responsabile dell’ufficio elettorale del Comune, con cui gli si chiedeva la restituzione della tessera elettorale con un generico «essendo insorti motivi che ostano al godimento dell’elettorato attivo». Dieci giorni, il limite massimo per fare ricorso. «La notizia mi ha sconvolto in quel periodo ero ricoverato in ospedale a Roma dopo un’operazione, ma ho dovuto comunque contattare un avvocato e cercare di capire cosa fosse successo e in fretta», racconta Panichi, che ha pensato che il tutto fosse riconducibile in qualche modo a quella bancarotta fraudolenta per cui era stato condannato nel 2011 dal tribunale di Teramo, ma poi assolto nel 2013 dalla Corte d’appello dell’Aquila perché il fatto non sussiste. Così si è rivolto alla commissione circondariale di Giulianova, che il 16 marzo con la sua sottocommissione elettorale ha deliberato l’accoglimento del ricorso, «verificata l’insussistenza delle condizioni di legge per la cancellazione dalle liste elettorali del Comune di Tortoreto». La delibera è stata poi inviata al prefetto, alla procura della Repubblica e al Comune, da cui ora ci si attende una presa di posizione sulla vicenda. «Quanto successo è una cosa molto grave ed inusuale, che mi spinge a pensare male dei funzionari del Comune e non solo: la denuncia da parte mia ora è un atto dovuto», commenta Panichi, che fa notare come negli ultimi anni sia stato al centro di alcune polemiche con amministratori comunali e funzionari stessi per vicende di altra natura, come quella della chiusura del circolo ricreativo del centro storico. Dissapori rinnovati negli ultimi giorni, dopo che il Comune non gli ha risposto alla richiesta di patrocinio e contributo per il premio “Teramo che lavora” 2015 andato in scena sabato scorso, cui hanno dato il proprio sostegno tanti enti sovracomunali ed il Comune di Alba Adriatica, ma non quello che ospitava la manifestazione.
Luca Tomassoni
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