Parcheggio in via D’Annunzio L’ente condannato a pagare

ROSETO. Occupazione illegittima da parte del Comune dell’area parcheggio all’incrocio tra via D’Annunzio e via Cavour di proprietà di Adele Maiorani e Danilo Di Giuseppe, e la condanna al pagamento...
ROSETO. Occupazione illegittima da parte del Comune dell’area parcheggio all’incrocio tra via D’Annunzio e via Cavour di proprietà di Adele Maiorani e Danilo Di Giuseppe, e la condanna al pagamento di un penale ai proprietari pari a 40mila euro. E’ il risultato della sentenza di primo grado del 16 novembre, pronunciata dal giudice Claudio Di Giacinto, che vedeva contrapposti Maiorani e Di Giuseppe, difesi dall’avvocato Francesco Giannace, e il Comune di Roseto, rappresentato ora dal sindaco Sabatino Di Girolamo e difeso dall’avvocato Patrizia Cartone.
La sentenza però non soddisfa appieno i proprietari, che avevano chiesto un risarcimento di 675mila euro. «Dovremo valutare il da farsi ora», precisa l’avvocato Giannace, «probabilmente faremo ricorso in appello sull’aspetto del risarcimento, ma comunque l’importante è che il tribunale ha riconosciuto l’occupazione illegittima». E’ una storia quella del parcheggio D’Annunzio che va avanti da diversi anni: quell’area nel 2009, tramite un contratto di comodato gratuito, era stata concessa dal privato al Comune (all’epoca c’era l’amministrazione Di Bonaventura) che l’ha utilizzata come parcheggio, e il giovedì mattina come sede del mercato rionale. Rosaria Ciancaione, all’epoca dirigente di ragioneria, ha sostenuto che nel febbraio 2010 la zona, tramite un documento scritto, pare sia stata restituita ai proprietari, ma successivamente il Comune ha continuato a utilizzarla come parcheggio, con i vigili che sanzionano multe, e il giovedì mattina come sede del mercato fin quando, il 18 ottobre 2012, lo stesso non viene trasferito sul lungomare dall’allora amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, e i vigili urbani smettono di fare multe nel luglio 2016. A settembre del 2013 il privato decise di fare causa al Comune, chiedendo l’occupazione illegittima e il pagamento di una penale. Il privato infatti ha sempre sostenuto che quell’area non gli sia stata mai restituita formalmente in realtà, e che il Comune abbia continuato a riscuotere la Tosap (tassa sul suolo pubblico) e a fare multe ingiustamente.
Secondo la sentenza dunque il Comune ora è costretto a pagare una penale, e l’area, attualmente ancora adibita a parcheggio, rischia di chiudere a fine anno. «Valuteremo anche questo», spiega Danilo Di Giuseppe, «è chiaro che se il Comune paga potremmo anche pensare di lasciarla aperta, altrimenti saremo costretti a chiuderla». (l.v.)
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