Parchi fluviali, gestione ai privati: la giunta dà il via libera al piano

Associazioni ed enti potranno sfruttare per iniziative tratti di lungofiume assicurandone il decoro L’assessore Ciapanna: «Valorizziamo l’anello verde intorno al centro e tagliamo i costi manutenzione»
TERAMO. Cura del verde, della pista ciclopendonale e delle strutture in cambio del via libera a iniziative e attività remunerative. Su questo principio, che mette insieme le potenzialità di pubblico e privato, si basa il piano per l’affidamento in gestione di tratti di lungofiume nei parchi del Tordino e del Vezzola. La procedura ha preso il via con l’atto d’indirizzo approvato dalla giunta comunale che adotta lo studio preliminare stilato dal dirigente Gianni Cimini e dà mandato ai tecnici per la predisposizione degli adempimenti successivi.
L’obiettivo è la valorizzazione del cosiddetto “anello verde”, formato appunto dalle aree fluviali, che circonda il centro storico. «Con questo strumento il Comune si sgraverà degli oneri relativi alla manutenzione dei parchi», sottolinea l’assessore alla rigenerazione urbana Graziano Ciapanna che ha condiviso il progetto con i colleghi Valdo Di Bonaventura (ambente) e Antonio Filipponi (attività produttive), «ma soprattutto accrescerà l’integrazione tra i lungofiume e il resto della città, sviluppando l’idea di farli diventare punti di riferimento per iniziative e attività con varie declinazioni ambientali, sociali e ricreative».
L’operazione, dunque, è destinata a coinvolgere associazioni e altri organismi privati, ma anche enti pubblici che intendono utilizzare spazi sulle rive di Vezzola e Tordino assicurandone pulizia e decoro a proprie spese. Per concretizzare gli eventuali accordi sulla gestione, però, è necessario un piano particolareggiato, in variante al prg, che dettagli le zone e i criteri di affidamento e uso da parte degli assegnatari. «Va stabilito cosa si può fare e come», precisa l’assessore, «in modo da avere riferimenti chiari e rendere il progetto efficace». Lo studio preliminare, infatti, prende le mosse da una delibera simile del 2011, varata quando c’era l’amministrazione di centrodestra guidata da Maurizio Brucchi, che però non ebbe grande seguito per mancanza, secondo Ciapanna, di una pianificazione a corredo dell’enunciazione di principio sul coinvolgimento dei privati. L’adozione del piano dovrà passare anche attraverso il giudizio del consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvare la necessaria variante al prg. «Entro un anno il provvedimento sarà pronto e lo porteremo in aula», chiarisce l’assessore, «per poi procedere alla pubblicazione di un bando in base al quale fare gli affidamenti».
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