Parolisi in tv, il papà di Melania: «Così mia figlia uccisa due volte»

8 Luglio 2023

Gennaro Rea: «Al magistrato di sorveglianza voglio dire che bisogna pensare anche alle vittime In Italia le donne continuano a essere ammazzate nonostante Codici rossi e altro. Che Stato è?»

TERAMO. In uno Stato di diritto arriva un momento in cui è l’aritmetica degli sconti a scandire le cronache giudiziarie di condannati e vittime. «Ma i diritti di mia figlia dove stanno? Con quella intervista è come se lui l’avesse ammazzata un’altra volta perché, nessuno lo dimentichi, per tre gradi di giudizio è lui che ha ucciso Melania»: a un certo punto finiscono pure le lacrime e la vita resta solo un tempo sospeso. Gennaro Rea, il papà di Melania, lo sa bene. Perché nessun genitore dovrebbe sopravvivere alla morte di un figlio. L’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” dal 45enne ex caporal maggiore Salvatore Parolisi, condannato a vent’anni per l’omicidio della moglie Melania Rea massacrata con 35 coltellate nel bosco di Ripe, è stata un colpo al cuore.
Cosa ha provato quando ha rivisto Parolisi in tv?
«Ho pensato che Melania è stata uccisa una seconda volta da quella persona. Purtroppo lo Stato lo consente e lui lo fa. Il marito di mia figlia può avere un permesso premio e parlare in tv quando non lo ha mai fatto davanti ai giudici, ma mia figlia non tornerà più da noi e dalla sua bambina. Quali sono i premi che lo Stato italiano concede alla vittime? Quali quelli che concede ai suoi familiari? Difficile parlare, difficile dire qualcosa. Purtroppo ancora una volta lo Stato resta al balcone a guardare mia figlia e tutte le altre donne ammazzate. Che giustizia è ? Per lo Stato italiano che valore ha una vita che non c’è più? Una figlia rimasta senza mamma? Lo Stato tratta con gli assassini e lascia le vittime senza giustizia. Non mi importa più delle strette di mano, mi importa di quella giustizia che mi spetta di diritto quando penso a mia figlia che da 12 anni è sotto terra».
Il legale della vostra famiglia, l’avvocato Mauro Gionni, segnalerà al magistrato di sorveglianza di rivalutare i permessi premio. Se lei potesse parlare con il magistrato cosa direbbe?
«Di decidere con coscienza e di pensare anche alle vittime. Lo Stato di diritto deve essere di tutti. Non dimentichiamo che in questo Paese le donne continuano ad essere ammazzate ogni giorno da mariti, fidanzati, ex. Lo Stato fa le leggi sul femminicidio, sul Codice rosso e poi lascia che gli assassini escano e vadano in tv a dire quello che ha detto quella persona senza nessun rispetto per le vittime. Io sono un maresciallo dell’Aeronautica in pensione, sono un servitore dello Stato. Ma mi chiedo quale sia lo Stato che permette tutto questo».
Parolisi è stato condannato a una pena definitiva di vent’anni dopo che la Cassazione ha eliminato l’aggravante della crudeltà. Lei crede sia stata fatta giustizia?
«Non posso dire che mia figlia abbia avuto giustizia perché non l’ha avuta. Il marito l’ha uccisa con 35 coltellate mentre la loro figlioletta di 17 mesi era in macchina, l’ha lasciata agonizzante in un bosco e dopo qualche giorno è tornato ad oltraggiare il corpo per depistare le indagini. Ma per i giudici questo non vuol dire essere crudeli. Da genitore spero che nessuno debba mai trovarsi nella situazione che viviamo io e mia moglie. Melania ci riempiva la vita e con il passare degli anni la sua assenza ci pesa sempre di più, anche se abbiamo nostra nipote che ci fa pensare al futuro e ogni giorno cerchiamo di essere il meglio per questa bambina che oggi è la nostra unica ragione di vita». Qual è l’ultimo ricordo di sua figlia che l’accompagna sempre?
«Il suo sorriso, la sua voglia di vivere e di fare la mamma, il suo amore infinito per l’uomo che le avrebbe tolto la vita che lei ha amato con tutta se stesa. Tutte le volte che guardo mia nipote vedo il volto di mia figlia, quello che avrebbe potuto essere e non sarà mai, quello che avrebbe potuto dare a noi genitori e noi non potremo avere. Quella persona non ha avuto pietà di nessuno, nemmeno di sua figlia che quel giorno di 12 anni fa era in macchina mentre lui uccideva la mia Melania»
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