Patrizi, convenzione scaduta: l’As Roseto minaccia di mollare

La società incontra il Comune e chiede: «Rifate il campo che non assorbe la pioggia oppure ce ne andiamo»
ROSETO. Campo di calcio Patrizi, ultimo atto? Scade infatti oggi la convenzione tra il Comune - proprietario dello storico impianto, realizzato su un terreno donato all’ente da Camillo Patrizi, esclusivamente con fini sportivi - e la As Roseto, società di calcio giovanile che da anni gestisce la struttura a proprie spese, ma che ha in più occasioni manifestato l’intenzione di non rinnovare il contratto se prima non verrà messo a posto il terreno di gioco.
Una controversia che dura ormai da anni, da quando cioè la precedente amministrazione comunale ha ristrutturato l’intero impianto, trasformandolo radicalmente. L’opera è costata un milione e centomila euro, di cui 450mila stanziati dalla Regione, originariamente destinati per la copertura del campo in erba sintetica. Il Comune ha invece preferito rifare il fondo in erba naturale trasformando una parte del vecchio impianto in aiuole e parcheggi. L’oggetto del contendere riguarda le cattive condizioni del campo, causate dall’insufficiente drenaggio del terreno. Questo è stato certificato in due perizie di parte, una commissionata dalla società che gestisce l’impianto, l’altra dal Comune. Entrambe giungono alla medesima conclusione: i lavori per la realizzazione del campo di gioco del Patrizi non sono stati fatti a regola d’arte. Le stesse valutazioni si leggono nella perizia del consulente del tribunale, che in più ha accertato la presenza di materiale non idoneo sotto il manto erboso. La prova più evidente dello scarso drenaggio del terreno di gioco si ha dopo ogni acquazzone, quando cioè il fondo del campo si trasforma in una palude, costringendo i piccoli calciatori a giocare in mezzo al fango.
A queste condizioni, quindi, la As Roseto non è più intenzionata a rinnovare il contratto di gestione dell’impianto, il che potrebbe significare la fine dell’attività di calcio giovanile iniziata quasi 20 anni fa. L’unica soluzione, dunque, è trovare un accordo che accontenti entrambe le parti, cioè Comune e società sportiva, evitando una causa che durerebbe anni e avrebbe come effetto immediato la chiusura del Patrizi fino alla risoluzione del contenzioso. Su questo tema le parti si sono confrontate nella tarda serata di ieri, discutendo su una proposta ufficiale presentata dalla As Roseto quasi un anno fa, alla quale fino a oggi non c’è stata risposta. «L’obiettivo prioritario è di salvare l’impianto». ha anticipato prima dell’incontro l’assessore comunale allo sport, Mirco Vannucci, «ora si tratta di incollare i cocci rotti con la speranza che riprenda le sembianze di un impianto sportivo. Ma per ottenere questo risultato è necessario che ciascuno faccia la propria parte eche ci sia la volontà di tutti di trovare una soluzione condivisa».
Federico Centola
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