Pavone: «Fuori i nomi delle aziende che vogliono aprire»

7 Aprile 2018

ROSETO. «Ci sono realmente le aziende che sono pronte ad investire nella zona dell’autoporto?». Se lo chiede il capogruppo consiliare di “Avanti per Roseto-Roseto al Centro”, l’ex sindaco Enio...

ROSETO. «Ci sono realmente le aziende che sono pronte ad investire nella zona dell’autoporto?». Se lo chiede il capogruppo consiliare di “Avanti per Roseto-Roseto al Centro”, l’ex sindaco Enio Pavone, dopo gli annunci nel merito da parte del sindaco Sabatino Di Girolamo.
Lunedì 12 febbraio, circa due mesi fa, durante la sua visita al Comune di Roseto, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso disse di essere pronto a firmare una convenzione per permettere al Comune di Roseto di utilizzare l’autoporto per far insediare nuove aziende, ma aggiunse anche una postilla importante: «Purché ci siano realmente aziende pronte ad investire». Ci sono state prima le elezioni politiche, poi è arrivata la Pasqua, e il sindaco Sabatino Di Girolamo (fino a domani in ferie, tornerà operativo lunedì) la prossima settimana dovrebbe incontrare il dirigente regionale che si occupa del caso autoporto.
Pavone ha presentato già un’interrogazione in merito ed è pronto a presentarne un’altra. «Sono pronto, come minoranza», precisa Pavone, «ad adottare qualsiasi atto che serva affinché venga sbloccata la zona dell’autoporto e queste aziende, che il sindaco Di Girolamo dice di avere nel suo cassetto, possano davvero insediarsi lì». Il sospetto di Pavone è che, in realtà, queste aziende non ci siano, o quantomeno che non ci siano ancora.
«Più passa il tempo», afferma Pavone, «e più credo che queste aziende siano fittizie. Io spero che ci siano, altrimenti il sindaco dovrebbe smetterla di prendere in giro la gente che ha disperato bisogno di lavoro. Faremo una richiesta di accesso agli atti per vedere se ci sono davvero le aziende, e sarebbe un peccato se dovessero andar via perché qui non ci sono le condizioni per insediarsi. Non bisogna scherzare su questi argomenti».
Pavone interviene anche sull’istituzione dei consigli di quartiere, annunciati dal segretario del Pd Simone Aloisi, che dovrebbero essere attivati a breve. «Dopo due anni i consigli ancora non si vedono», conclude, «forse hanno paura di confrontarsi con i cittadini, in molti arrabbiati per la cattiva gestione del territorio da parte del Pd». (l.v.)
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