Pd all’attacco sul caso Veco: il Comune ha sbagliato e paga

15 Luglio 2014

MARTINSICURO. «Siamo stanchi di tanta presunzione e superficialità»: è un duro attacco quello che il Pd locale sferra all’amministrazione sulla questione Veco, dopo la sentenza del Tar che ha...

MARTINSICURO. «Siamo stanchi di tanta presunzione e superficialità»: è un duro attacco quello che il Pd locale sferra all’amministrazione sulla questione Veco, dopo la sentenza del Tar che ha accolto la richiesta dell’azienda contro l’ordinanza emessa dal sindaco Paolo Camaioni. «Nella vicenda della Veco», si legge in una nota del Pd guidato dal segretario Mauro Paci, «il Comune di Martinsicuro ha fatto l’ennesimo errore, forse il più grave di quello che può affliggere una struttura amministrativa: non affrontare tempestivamente le questioni, lasciando passare il tempo senza intervenire. Da parte nostra noi del Pd dopo aver ascoltato l’azienda e chiesto un incontro immediato con i capigruppo e dopo aver presentato una mozione ad hoc per cercare di trovare una soluzione a 360 gradi con l’unico scopo di venire incontro alle necessità di tutte le parti protagoniste della questione, abbiamo cercato di avvertire il sindaco Paolo Camaioni che sul caso Veco era necessario fare un passo indietro, per evitare di esporre il Comune ad una ingente richiesta di danni da parte della proprietà, e siamo stati additati come incompetenti e falsi. Se si fosse rispettato il deliberato del Consiglio comunale (numero 5 del 2007) e quindi apportato al piano acustico le opportune variazioni tutta la vicenda non sarebbe avvenuta. Siamo stanchi di tanta presunzione e superficialità. Il Pd conclude: «Ancora memori del comunicato di Città Attiva del 20 ottobre 2013 nel quale, in riferimento alle nostre richieste sulla Veco, si parlava di “menzogna scientifica” “autogol” “inesattezze” “teoria di comodo” e considerando che la sentenza potrebbe portare ad una richiesta risarcitoria da parte dell’azienda nei confronti della nostra amministrazione, oggi possiamo solo appellarci ai diretti interessati: cara amministrazione, caro sindaco Camaioni, cari rappresentanti di città attiva, fatevi un esame di coscienza… rendetevi conto che a rimetterci è la nostra città».

Sandro Di Stanislao

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