Pepe: «Serve una grande alleanza tra ristorazione e agricoltura»

12 Giugno 2020

TERAMO. Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, già sindaco della “città del gusto” Torano Nuovo, lancia sul Centro l’idea di un patto tra ristorazione e agricoltura per uscire dalle strettoie...

TERAMO. Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, già sindaco della “città del gusto” Torano Nuovo, lancia sul Centro l’idea di un patto tra ristorazione e agricoltura per uscire dalle strettoie dell’emergenza Covid.
«Il comparto turistico-gastronomico», dice Pepe, «dovrà reinventarsi in ottica post-Covid puntando sull’inventiva e sulla disponibilità degli operatori a cambiare e intraprendere nuove strade. Non vi sono soluzioni facili per ristoratori, agricoltori, allevatori e artigiani: per uscire dall’attuale crisi, sono tutti chiamati ad affrontare il cambiamento ed accettare nuove sfide». Pepe auspica «una nuova idea di cucina che sappia trasmettere e raccontare la conoscenza dei territori, delle tipicità, delle tradizioni e delle culture locali, anche attraverso un originale ed efficace concetto di filiera, che vedrà impegnati tutti i produttori di eccellenze, dai contadini agli allevatori, dagli olivicoltori ai viticoltori, dai casari agli artigiani. La visione d’insieme deve condurre a un consolidamento delle tipicità guardando alla filiera agroalimentare regionale, favorendo così lo sviluppo e offrendo opportunità economiche a ristoratori e produttori locali che, in questo senso, rafforzeranno le loro relazioni in una prospettiva di crescita comune. Sarà allora possibile costruire un nuovo comparto che potrà interloquire con le istituzioni presentando in modo univoco le proprie istanze largamente condivise».
Pepe parla di «approvvigionamento di prossimità e filiera corta, con la vendita diretta dei prodotti autoctoni e produzioni agricole sostenibili». E sulla comunicazione dice: «Bisogna invertire la tendenza e far passare il concetto che, nel post- emergenza sanitaria, il livello qualitativo dei ristoranti abruzzesi potrà e dovrà essere decisamente superiore».
Si rivolge poi alle istituzioni che, dice, «devono dare il loro prezioso contributo, guardando oltre il semplice piano delle riaperture in sicurezza. Devono mettere in campo misure immediate che siano assimilabili a quelle per il settore turistico: moratoria sugli affitti, sospensione e cancellazione delle imposte fino al termine dell’emergenza, sospensione del pagamento delle utenze, sgravi contributivi per il mantenimento dei livelli occupazionali. Parallelamente, nell’ottica di rilancio delle piccole realtà agricole locali, vi è la necessità di estendere il credito d’imposta anche agli acquisti di prodotti agricoli legati a filiere regionali soprattutto nei casi di agricoltura biologica e biodinamica».
Pepe ricorda che l’Associazione dei ristoratori d’Abruzzo (Aria) «ha già presentato alcune idee verso il ripensamento del concetto di filiera locale per collegare la ristorazione alla produzione agroalimentare regionale. Una riconversione verso una ristorazione territoriale (ristoranti come agriturismi: regime forfettario, Irpef pagata solo sul 25% del reddito, l’Iva ridotta...), attraverso un sodalizio virtuoso con i produttori autoctoni e il mondo dell’agricoltura e della pesca locale». E conclude: «Bisogna lavorare per plasmare la grande alleanza tra agricoltori e ristoratori, per mettere in connessione strutturale due settori complementari».(red.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.