Per il ministero è esente da ticket ma il Cup di Giulianova vuol far pagare la bimba

2 Novembre 2014

Dopo le radiografie negate al bambino perchè i genitori chiedevano di mandare il conto a casa, spunta il caso della bambina a cui vogliono far pagare le prestazioni sebbene esente

GIULIANOVA. Ticket, tallone d’Achille della Asl. Dopo il caso delle radiografie negate al bambino perchè i genitori chiedevano di mandare il conto del ticket a casa, ora spunta il caso della bambina a cui vogliono far pagare il ticket anche se non deve.

Tutto ruota attorno alla domanda: se al momento della prescrizione di una visita medica si ha diritto all’esenzione ma il giorno della visita non si ha più diritto cosa si deve fare? È questa la situazione che si è trovata ad affrontare la madre di una bimba esente dal pagamento perchè aveva meno di sei anni e per reddito, che non deve superare i 36 mila euro annui. Al momento della prescrizione per una visita otorino (il 21 ottobre scorso) la piccola aveva diritto all’esenzione perché non aveva ancora compiuto il sesto anno di età. La visita, però, è stata fissata il 29 ottobre e, nel frattempo, la piccola ha compiuto i 6 anni. Al Cup la richiesta della donna è stata respinta e le è stato detto che il pediatra avrebbe dovuto compilare una nuova impegnativa senza riportare il codice dell’esenzione, non più valido.

In sostanza la madre avrebbe dovuto pagare. Cosa che è sembrata strada alla donna, che è andata a controllare sul sito del ministero della Salute. E ha trovato conferme ai suoi sospetti : «Se al momento della prescrizione si ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket, e questo diritto è stato riportato nella ricetta», si legge sul sito, « non si deve pagare il ticket, anche se il giorno della visita non si hanno più i requisiti per l’esenzione». La donna, disorientata, si è recata dal suo medico curante chiedendo spiegazioni e, soprattutto, chiedendo se dovesse pagare quei 34 euro previsti dalla visita ma dai quali la figlia era esente al momento della compilazione dell’impegnativa. Un altro caso, questo, di come l’eccessiva burocratizzazione dei servizi sanitari crei disagio agli utenti, anche quando questi ultimi hanno ragione. «Non è colpa mia», ha raccontato la paziente, «se la visita mi è stata assegnata dopo che mia figlia compiva gli anni. Quell’esenzione ci spetta ma adesso dovremo pagare».

Situazioni come queste capitano quotidianamente in ospedale e sono molti i medici che ricevono lamentele e richieste di aiuto dai propri pazienti. Solo qualche giorno fa, ad esempio, i genitori di un bimbo di 10 anni che si era appena tolto il gesso alla caviglia, tornarono a casa senza che il figlio potesse essere sottoposto a radiografia e visita di controllo perché non avevano i soldi per pagare il ticket. Allo sportello, infatti, i due avevano chiesto che il pagamento gli fosse spedito a casa, ma gli operatori (che fanno parte di una cooperativa che gestisce il servizio), non avendo procedure adatte alla richiesta rimandarono a casa il bambino senza visita. (m.t.)

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