Personale Covid nelle scuole: disponibili ancora 200mila euro

La Cgil si rivolge ai dirigenti degli istituti scolastici: «Ci sono questi fondi nazionali da utilizzare» Nel Teramano attualmente sono seicento i contratti per coprire posti per docenti e operatori Ata
TERAMO. La provincia di Teramo ha ancora a disposizione 200mila euro di fondi nazionali per prorogare fino a fine giugno i contratti Covid della scuola, ma diversi istituti ancora non l'hanno fatto.
Dalla Flc Cgil arriva così la sollecitazione ai dirigenti scolastici nell'utilizzare le risorse in campo. Pochi giorni fa è stato l'Ufficio scolastico regionale a ricordare che c'è ancora un tesoretto da spendere: complessivamente si tratta di più di un milione di euro per l'intero Abruzzo, di cui 200mila destinati alla provincia di Teramo. La pandemia ha determinato emergenze didattiche che hanno portato all'introduzione di rinforzi nel sistema scolastico: docenti e personale Ata sono stati così assunti con contratti temporanei, cosiddetti Covid, inizialmente fino al 31 gennaio, poi al 31 marzo e poi fino al termine delle lezioni. In Abruzzo sono stati spesi fino ad ora per queste figure quasi 18 milioni di euro, dei quali più di 4 per il Teramano dove i contratti Covid della scuola sono 600 (fra docenti e Ata). «La nostra mobilitazione ha consentito di ottenere la copertura finanziaria necessaria alla proroga dei contratti Covid fino al termine delle lezioni», spiega la Flc Cgil di Teramo, «nella nostra provincia ci sono oltre 200mila euro disponibili per retribuire questo personale. Si tratta di risorse che non devono essere rimandate indietro, sarebbe una beffa. Le scuole hanno necessità di mantenere questo organico per tutto il periodo necessario, fino al termine delle attività didattiche. Invitiamo le scuole che non l’hanno ancora fatto a produrre questo sforzo aggiuntivo per avere la disponibilità delle risorse finanziate. Ce n'è davvero bisogno». Il sindacato inoltre continua a chiedere con forza la stabilizzazione del personale Covid: «Da tempo stiamo insistendo nel chiedere la conversione di queste risorse in posti di organico aggiuntivo docente e Ata come misura che va oltre la pandemia. La scuola, una volta finita la fase emergenziale, deve poter contare su un organo rafforzato di cui ha bisogno per garantire una migliore qualità del servizio».
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