Piazza Dalla Chiesa, Tribuiani: «È uno spreco di soldi pubblici» Il consigliere ha presentato esposti a Corte dei conti e Finanza e spiega così il suo voto contrario: «Il Comune non può andare in soccorso finanziario della sua partecipata Giulianova Patrimonio»

GIULIANOVA. Sul riacquisto da parte del Comune di piazza Dalla Chiesa, con annessa struttura dell’ex mercato coperto, arrivano forti critiche dal consigliere comunale Pietro Tribuiani del gruppo...
GIULIANOVA. Sul riacquisto da parte del Comune di piazza Dalla Chiesa, con annessa struttura dell’ex mercato coperto, arrivano forti critiche dal consigliere comunale Pietro Tribuiani del gruppo indipendente “Erga Omnes”, che è stato l’unico a votare contro in consiglio comunale e spiega al Centro la propria posizione. Tribuiani, peraltro, già prima della seduta aveva inviato esposti alla Corte dei conti e alla guardia di finanza sull’intera operazione Patrimonio, in cui è incluso il riacquisto della piazza.
Afferma l’ex candidato sindaco: «Il riacquisto della piazza con il relativo stabile del mercato era già stato deliberato e l’operazione inserita nel piano di risanamento della Giulianova Patrimonio. L’istituto di credito però, per poter deliberare il mutuo richiesto, ha chiesto che sull’acquisto ci fosse un pronunciamento distinto da parte del consiglio comunale con specifica analitica del prezzo di acquisto. Questo in quanto il Comune non potrebbe acquistare l’immobile per risanare la municipalizzata, in quanto è vietato il soccorso finanziario da parte dell’ente per una sua partecipata. E un Comune può procedere all’acquisto di immobili solo se ricorrono i presupposti della necessità e se l’analisi costi/benefici dimostra l’utilità e l’opportunità dell’acquisizione che, ricordo, avviene con la contrazione di un mutuo da cui derivano oneri e interessi dilazionati nel tempo, appesantendo così l’indebitamento e quindi pregiudicando il ricorso a ulteriori richieste di assistenza creditizia».
Secondo Tribuiani diverse sarebbero le incongruenze che emergono dall’operazione. Il Comune nel 2006 ha ceduto lo stesso immobile per 1.250.000 euro e a distanza di 15 anni, con il manufatto mai manutenuto e ormai fatiscente, la stima di riacquisto è praticamente la stessa, ovvero con la differenza di appena 35.000 euro in meno. Ma il costo complessivo, tra spese e accessori vari, è di 1.456.914 euro. Commenta Tribuiani: «Somo soldi gettati dalla finestra, risorse della collettività». Secondo il consigliere una ulteriore pecca verrebbe dall’incertezza di cosa fare con l’ex mercato coperto, per la cui verifica di vulnerabilità sismica sono stati stanziati circa 81.000 euro e per il quale l’assessore Paolo Giorgini avrebbe fatto intendere utilizzi futuri. Sottolinea Tribuiani: «Strano che subito dopo il sindaco abbia dichiarato che l’immobile verrà abbattuto. Questo è molto grave giacchè certifica che il riacquisto è il primo passo del salvataggio della Giulianova Patrimonio, che altrimenti rischierebbe il fallimento. E allora perché spendere risorse per la perizia? Come può l’assessore dire una cosa e il sindaco l’esatto contrario nel corso della stessa seduta di consiglio?». Lo stesso consigliere si chiede come mai, visto che il Comune è il principale creditore della Giulianova Patrimonio, non si è proceduto a una compensazione invece di contrarre un mutuo. Si chiede Tribuiani: «Mantenere in vita la municipalizzata per soddisfare altri creditori?».
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