Pineto, tributi spariti L’opposizione: Stelo convochi il consiglio

26 Luglio 2024

PINETO . Il gruppo “Pineto riparte” guidato da Cleto Pallini protesta per la mancata convocazione del consiglio straordinario sulla vicenda del dipendente comunale indagato con l’accusa di aver...

PINETO . Il gruppo “Pineto riparte” guidato da Cleto Pallini protesta per la mancata convocazione del consiglio straordinario sulla vicenda del dipendente comunale indagato con l’accusa di aver intascato somme relative a tributi versati dai cittadini. In una missiva inviata al prefetto Fabrizio Stelo e alla Procura l’opposizione chiede che la seduta chiesta e non ancora riunita sia convocata previa diffida dell’amministrazione. Il gruppo formato, oltre da Pallini, da Simona Leonzio, Pasquale Brecciara, Luca Di Pietrantonio e Marina Ruggieri ricorda di aver chiesto il 12 luglio il consiglio straordinario per fare chiarezza sul caso e sollecitare l’istituzione della commissione di garanzia e controllo. Nella conferenza dei capigruppo riunita lunedì scorso, però, il sindaco ha evidenziato, secondo quanto riferito dall’opposizione, che gli argomenti indicati «sarebbero stati inseriti, unitamente ad altri punti proposti dalla maggioranza, ma in una seduta ordinaria». Leonzio ha fatto comunque rilevare che il consiglio si poteva dividere in due sessioni: una ordinaria con le delibere inserite dall’amministrazione e una straordinaria per trattare i temi posti dall’opposizione. Nella convocazione per lunedì, però, non c’è «traccia alcuna della seduta straordinaria, come richiesta dai consiglieri di opposizione», fa sapere “Pineto riparte” che ritiene inopportuna, considerata la delicatezza della questione relativa all’inchiesta, la scelta di riunire il consiglio in piazza San Silvestro a Mutignano. Per l’opposizione si tratta di una palese violazione regolamentare che impone la convocazione della seduta straordinaria se richiesta da almeno un quinto dei consiglieri, oltre che di una scelta irrituale del luogo in cui si terrà il prossimo consiglio. Da qui nasce, dunque, l’appello al prefetto perché proceda lui con la convocazione corretta. (d.f.)