Piscina comunale, la bolletta del gas sale a 350mila euro

È colpa degli impianti termici obsoleti. Se il Comune vuole dare la gestione ai privati, prima dovrà fare dei lavori
TERAMO. Il Comune, in ginocchio per le spese di gestione delle sue strutture, corre ai ripari e si prepara a emanare una serie di bandi per affidarle in gestione a privati e associazioni in modo da liberarsi delle spese per utenze e manutenzione. Ma, viste le condizioni strutturali di diversi impianti, questi bandi da soli non rappresenteranno una soluzione. Il caso più grave che si ripropone è quello della piscina comunale dove i consumi per il riscaldamento, a causa dei problemi degli impianti termici, ormai obsoleti, sono schizzati alle stelle. L’ultima bolletta recapitata al Comune per il riscaldamento è di 350mila euro. «Una somma», spiega l’assessore al bilancio Eva Guardiani, «sulla quale è oggettivamente difficile rivalerci sulle società che di fronte a cifre del genere rischiano il tracollo».
E’ per questo che, al di là degli affidamenti attraverso i bandi, il Comune deve porre rimedio anche alle condizioni degli impianti per renderli appetibili e non rischiare la rinuncia da parte delle società interessate. Infatti, se è vero che per il Parco della scienza il Comune spende circa 400mila euro all’anno di gestione, è altrettanto vero che la struttura della Gammarana fa gola perché è nuova (fu inaugurata sei anni fa), concede la possibilità di aprire un bar ed è tecnologicamente attrezzata. Non vale lo stesso per gli impianti sportivi e per la piscina comunale, risalente al 1985 e gestita in regime di proroga dalle società Acquaviva Nuoto e Rari Nantes dopo la scadenza dell’affidamento biennale. La proroga scade a maggio ma c’è un grande punto interrogativo sul futuro dal momento che la piscina necessita di nuovi spogliatoi, di un nuovo impianto di aerazione, del rifacimento della canalizzazione del riscaldamento, che attualmente subisce forti dispersioni, e della revisione delle caldaie.
«Noi provvediamo già alle manutenzioni straordinarie», spiega Donato Colangeli dell’Acquaviva Nuoto, «abbiamo rifatto ultimamente una vasca, ripariamo tubi e mattonelle, ma a monte servono interventi di rifacimento totale per limitare stangate in bolletta. Anche i danni alle vetrate e alle pannellature delle porte procurati dai vandali il mese scorso sono stati riparati a carico nostro. Noi facciamo questo lavoro per passione, per mantenere viva una tradizione sportiva tra i ragazzi, ma non possiamo indebitarci per andare avanti» Servono soluzioni, e le società sportive auspicano che arrivino dall’Ufficio tecnico del Comune. L’assessore allo sport Francesca Lucantoni dovrà concertare con gli uffici le soluzioni prima di procedere ai termini del nuovo bando. Colangeli cita ad esempio anche l’incognita che pende sugli allenamenti per il campionato di pallanuoto. Quando giochiamo in casa siamo costretti ad andare a Roseto perché le vasche non sono conformi al campionato per la profondità. A giugno abbiamo il secondo turno di campionato, ma non sappiamo nemmeno se avremo la piscina per allenarci a queste condizioni».
Marianna De Troia
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