Pista ciclabile, slittano i lavori per realizzare l’asfalto ecologico

La Regione ha ottenuto i fondi ma ancora non li gira al Comune: sarà difficile completare l’intervento entro l’inizio della stagione turistica. Il vice sindaco: «Siamo pronti, ma non dipende solo da noi»
ROSETO. Prima dell’estate, probabilmente, il Comune di Roseto non riuscirà a realizzare l’asfalto ecologico nel tratto di pista ciclabile, attualmente brecciato, all’interno della Riserva del Borsacchio. In realtà i fondi ci sarebbero (oltre ai 443mila già ottenuti dalla Regione Abruzzo, ma ancora non arrivati, sarebbero in arrivo ulteriori 250mila euro), ma la Regione ancora non li concede e, nell’imminenza delle elezioni regionali previste per il 10 marzo, difficilmente lo farà. «Su questo non posso dire nulla», dice il vice sindaco di Roseto Angelo Marcone, «noi siamo pronti e vorremmo realizzare l’asfalto ecologico prima dell’inizio della stagione estiva, ma purtroppo non dipende solo da noi». Con i fondi disponibili ma bloccati, dunque, le migliorie sul tratto di pista ciclabile del territorio comunale a nord di Roseto, compreso quello di Cologna Spiaggia, annunciate nell’aprile 2023 dal sindaco Mario Nugnes, difficilmente verranno realizzate entro l’avvio della stagione turistica.
Pavimentazione a parte, tra le criticità maggiori c’è sicuramente il tratto di pista in via degli Acquaviva a Cologna Spiaggia, che dovrebbe essere spostato a ridosso del mare, liberando dunque la strada carrabile. Il percorso però è ancora lungo, perché bisogna trovare l’intesa con tutti i proprietari dei terreni a ridosso del mare. Ci sono poi i “biscottoni” in cemento sul lungomare sud che dovrebbero essere sostituiti, ma ad oggi non ci sono i fondi per rimuoverli e rimpiazzarli. «Per i biscottoni», precisa Marcone, «bisogna valutare ulteriori finanziamenti sul progetto Bike to coast, perché ad oggi prevedere un altro tipo di barriera, ad esempio una staccionata in legno, è molto oneroso. Con il Pnrr pare ci siano queste possibilità, ma anche lì dipende dalla Regione Abruzzo». Ci sono poi le doghe in finto legno, scelte per la passeggiata pedonale, che negli anni non si è rivelata una scelta ottimale: alcune infatti sono rotte, altre deformate, e molti preferiscono passeggiare sulla pista ciclabile per questioni di sicurezza. «Non avrei mai accettato una scelta del genere se fossi stato ai tempi assessore ai lavori pubblici», spiega Marcone, «perché oggi le opere pubbliche devono essere belle ma anche funzionali. Noi per esempio abbiamo fatto una scelta precisa per viale Roma sui materiali da utilizzare. Comunque in magazzino abbiamo diverse doghe in legno, e possiamo sostituirle in caso di rottura».
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