Pochi artigiani nella maglieria L’azienda Gran Sasso si fa scuola

Così il noto maglificio di Sant’Egidio frena l’impoverimento di maestranze specializzate Attivati due corsi di cucitura e riparazione per formare studenti e persone in cerca di occupazione
TERAMO. Artigiani della maglieria: unaprofessionalità che sta scemando nel distretto industriale vibratiano, e così per incoraggiare il ricambio generazionale prima che sia troppo tardi e scompaiano queste abilità c’è chi si inventa una scuola di formazione per coltivare gli artigiani di domani.
E’ il caso del Maglificio Gran Sasso, nota azienda di Sant’Egidio alla Vibrata che per impedire il progressivo impoverimento di maestranze specializzate nell’arte del rimaglio e della cucitura ha dato vita al “Gran Sasso quality school”, ovvero un programma di formazione per collaboratori specializzati nella lavorazionedella maglia. L’idea è quella di ripopolare il distretto industriale impoverito dalla delocalizzazione di molte aziende con un nuovo bacino di specialisti del made in italy .
Come spiega Carlo Di Stefano, brand manager Gran Sasso, sono due i corsi finora attivati che si propongono di intercettare figure provenienti da contesti differenti e pescate dal mondo della scuola o da chi cerca una nuova occupazione. Il primo è un corso di rimaglio e finissaggio attivato all’interno dell’istituto tecnico industriale della moda e del design di Sant’Egidio nell’ambito di un progetto ministeriale di alternanza scuola lavoro.
Il secondo percorso formativo si concentra sulla riparazione e sulla cucitura ed è ospitato all’interno dell’azienda. Questo modulo è destinato prevalentemente a persone in cerca di occupazione e si svolge in collaborazione con l’agenzia interinale Trenkwalder.
«La Gran Sasso quality school, spiega Di Stefano, «si distacca completamente dal modello operativo della catena di montaggio propria della produzione in serie, ma guarda verso una lavorazione che si avvicina alla manifattura artigianale e alla valorizzazione della tecnica e delle competenze. Questi progetti supportati dalla nostra azienda hanno l’obiettivo di tramandare le conoscenze acquisite in anni di lavoro affinchè si favorisca e si garantisca il ricambio generazionale indispensabile per conservare la qualità delle nostri prodotti e dunque il valore delle lavorazioni made in italy nel tempo». Il progetto e il valore del recupero dell’artigianalità sembra aver riscosso molto apprezzamento non solo tra chi è in cerca di occupazione, ma anche tra gli studenti, molti di loro maschi: segno anche della connotazione trasversale che stanno assumendo certi tipi di impieghi. «Essere un’azienda con una produzione 100% made in italy» conclude Di Stefano, «è un orgoglio e una caratteristica della quale non possiamo fare a meno. Attraverso questa scuola vogliamo diffondere le tecniche di lavorazione necessarie alla creazione di prodotti di qualità, e ricreare un bacino di competenze che nel tempo sul nostro territorio è andato scemando».
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