Poliziotto morto contro il bus La famiglia: nuove indagini

3 Dicembre 2014

Inchiesta chiusa sul decesso di Sirio Silvino, l’agente-atleta deceduto a Roma in uno scontro frontale Il pubblico ministero chiede al giudice l’archiviazione, ma i parenti presentano opposizione

TERAMO. La procura romana chiede l’archiviazione, ma la famiglia si oppone. Si saprà solo nell’udienza di metà gennaio se il gip archivierà l’inchiesta aperta sull’incidente stradale in cui il 30 gennaio è morto Sirio Silvino, il poliziotto-atleta di 38 anni. Il giovane teramano era sul suo scooter che si schiantò contro un pullman di linea in piazza Eugenio Morelli nel quartiere Portuense di Roma. Silvino era un agente in servizio all'autoparco della polizia di Stato a Roma, ma aveva mantenuto vivo il legame con Teramo dove tornava ogni fine settimama per stare con la sua famiglia e i suoi amici. E la famiglia, assistita dall’avvocato Fabrizio Silvani, ha presentata opposizione alla richiesta d’archiviazione della procura chiedendo ulteriori approfondimenti per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente. Quella sera pioveva e la strada era allagata. Secondo una prima ricostruzione sarebbe stato un mancato rispetto della precedenza, non si sa di quale dei due mezzi, a causare il frontale, provocando un impatto devastante tra i due mezzi.

Appena poteva Sirio Silvino scappava ad allenarsi nella palestra Athlas pesistica Teramo gestita dal padre Anselmo, bronzo olimpico nel sollevamento pesi a Monaco nel 1972. Una passione portata vanti dai figli: dal primogenito Giulio, assistente capo della squadra mobile di Teramo e istruttore di pesistica, a Sirio, terzo classificato ai campionati europei Under 16 e campione italiano juniores, oltre che più volte premiato con il gruppo sportivo Fiamme Oro della polizia.

L’agente era appassionato anche di moto e proprio su una di queste ha trovato la morte: la sera dell’incidente era uscito dall’autoparco della polizia stava percorrendo i 15 chilometri che lo separavano dalla caserma in cui alloggiava durante la settimana, sempre a Roma.

La procura di Roma, dopo aver avuto il rapporto con la ricostruzione dell’incidente e le successive indagini delegate per esaminare la dinamica, ha deciso di chiedere l’archiviazione, evidentemente non ravvisando ipotesi di reato a carico del conducente dell’autobus. Ma la famiglia del poliziotto, tramite l’avvocato Silvani che l’assiste, ha deciso di presentare opposizione a questa richiesta.

Nell’udienza di metà gennaio (fissata al tribunale di Roma) il legale presenterà nuovi accertamenti per chiedere che si facciano ulteriori indagini in grado di chiarire alcuni aspetti della dinamica del violento impatto tra i due mezzi. Al giudice per le indagini preliminare la decisione di accogliere l’opposizione e quindi chiedere nuove indagine alla procura o di archiviare l’inchiesta.(d.p.)

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