Ponte sul Vomano, due ricorsi ostacolano la ripresa dei lavori

20 Ottobre 2019

La ditta Gianforte si è opposta alla risoluzione in danno presentata nei suoi confronti dalla Provincia E per il braccio a mare del porticciolo manca l’integrazione al piano esecutivo di sicurezza

ROSETO. Ponte in legno sul fiume Vomano e braccio a mare per il porto di Roseto: due opere fondamentali per lo sviluppo turistico che, purtroppo, rischiano di essere realizzate in notevole ritardo, o addirittura, di restare incompiute. La situazione più grave è sicuramente quella del ponte in legno, come spiega il vicepresidente della Provincia di Teramo, Alessandro Recchiuti. «È stata fatta una risoluzione in danno, da parte della Provincia, alla ditta ‘Remo Gianforte’, che si è aggiudicata i lavori nel giugno 2017», dice Recchiuti, «per far sì che si possa scalare nella graduatoria e assegnare i rimanenti lavori alla ditta in seconda posizione. La ditta Gianforte, però, ha fatto due ricorsi per impedire la risoluzione in danno. Gli uffici legali della Provincia hanno consigliato agli uffici tecnici di temporeggiare nello scorrimento della graduatoria in attesa del provvedimento del tribunale, che dovrebbe arrivare a breve e che potrebbe o sospendere la risoluzione in danno o non sospenderla». Nel caso in cui non dovesse essere sospesa, si potrà procedere con lo scorrimento in graduatoria e affidare i lavori alla ditta arrivata seconda. Se invece la risoluzione in danno dovesse essere sospesa i lavori, per i quali la ditta Gianforte ha già incassato parte dei 2 milioni 400 mila euro stanziati dalla Regione Abruzzo, resterebbero bloccati.
Il 23 giugno 2017 ci fu una cerimonia in pompa magna alla presenza di assessori e consiglieri regionali dell’epoca in cui fu assicurato che il ponte sarebbe stato pronto in sei mesi. I lavori, però, sono sempre andati a rilento e successivamente fu annunciata come nuova scadenza quella di giugno 2018. Scadenza che non è stata rispettata. Tanto che ad oggi il ponte ancora non c’è e i lavori sono fermi. Per il braccio a mare del porto di Roseto, invece, ci potrebbero essere spiragli positivi, ma anche il rischio di notevoli ritardi. «Ancora non è stata fatta la risoluzione in danno», spiega Recchiuti, «ma c’è il rischio che si debba fare qualora entro martedì la ditta incaricata, la Savigi costruzioni, non presenti l’integrazione al piano operativo di sicurezza richiesto dal responsabile del procedimento per gli appalti pubblici. Se la Savigi riuscisse a mandare questa integrazione, i lavori potrebbero iniziare a breve. Deve però essere liberato il cantiere del lotto zero a carico del Comune, altrimenti i lavori del braccio a mare non potrebbero comunque iniziare». Il cantiere del lotto zero dovrebbe essere liberato entro la prossima settimana, ma l’integrazione al piano operativo di sicurezza deve arrivare, altrimenti si rischia uno slittamento dei lavori.
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