Porticciolo, lavori bloccati La Provincia rescinde l’appalto

Il Comune ha concluso la sua parte, ma resta fermo l’intervento da un milione e 700mila euro All’inizio del nuovo anno l’ultimazione del braccio a mare potrebbe essere affidata a un’altra ditta
ROSETO. Quando sarà realizzato il famoso braccio a mare al porticciolo turistico di Roseto? E’ la domanda di molti cittadini, e utenti del porto, dopo la conclusione dei lavori, avvenuta due mesi fa, dell’intervento del Comune di Roseto. Il piccolo braccio a mare di circa 50 metri, infatti, è stato completato, ma i lavori per l’opera più consistente che spetta alla Provincia di Teramo, per un importo di un milione e 700mila euro, ancora non partono.
Il motivo è che l’impresa aggiudicataria dell’appalto, la Savigi costruzioni (la stessa che ha realizzato la pista ciclabile a Roseto) si è tirata indietro, e attualmente c’è un contenzioso tra la ditta e la Provincia: quest’ultimo ente, infatti, era in attesa dell’integrazione al piano operativo di sicurezza, ma la ditta non lo ha mai inviato. La ditta, invece, accusa la Provincia di aver ritardato le operazioni di consegna dei lavori. E proprio ieri nella tradizionale conferenza stampa di fine anno della Provincia il consigliere Lanfranco Cardinale ha annunciato che l’ente sta provvedendo alla rescissione del contratto per arrivare a una veloce consegna dei lavori. C’è poi un altro problema serio che riguarda il porticciolo di Roseto, ovvero i lavori per gli argini alla foce del fiume Vomano, attesi da circa 15 anni. Nel 2000, infatti, la Provincia stanziò un finanziamento di 15 miliardi e mezzo delle vecchie lire per «lavori urgenti sugli argini del fiume Vomano», a monte e a valle. Nel 2001, per l’effetto del cambio in euro, si tramutarono in 7 milioni 800mila euro circa, di cui 5 milioni e 600mila euro netti per coprire tutti i lavori. Di questi due milioni e 400mila euro erano destinati a due interventi a monte, mentre tre milioni e 200mila euro per i lavori a valle, dalla ferrovia alla foce del Vomano: entrambi gli interventi sarebbero dovuti partire nel 2005, ma qualcosa va storto. Ci furono anche qui problemi con la prima ditta aggiudicataria dell’appalto e i lavori se li aggiudicò dunque la seconda in graduatoria, ma si arrivò nel 2010. A valle i lavori non potevano iniziare perché c’era l’area Baroni che bloccava il tutto e allora iniziarono a fare i lavori a monte. Invece dei due milioni e 400 mila euro previsti fu speso quasi il doppio sottraendo fondi agli interventi a valle. Restò dunque solo un milione e 200 mila euro per i lavori a valle e la competenza dalla Provincia passò nelle mani di Regione Abruzzo.
I fondi sono insufficienti per realizzare gli argini ora e la Regione dovrebbe prevedere ulteriori risorse. Oltre questo aspetto, allo stato attuale permane anche un altro problema, quello dell’area ex-Baroni: durante l’amministrazione Pavone il fabbricato dell’area fu demolito, ma è necessario effettuare la bonifica della zona che dovrebbe essere fatta prima dell’inizio dei lavori. Il Comune di Roseto ha prodotto il piano di caratterizzazione dell’area ex-Baroni, come richiesto dalla Regione Abruzzo e nei primi giorni del nuovo anno il sindaco Sabatino Di Girolamo chiederà alla Regione di confermare i fondi destinati alla bonifica della zona.
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