Porto di Roseto, la Regione: «I ritardi colpa della Provincia»

L’assessore D’Annuntiis replica a D’Angelo: «È da fine 2023 che non ci aggiornano sui lavori, devono ultimarli come da progetto e collaudarli. Solo dopo arriverà l’ulteriore finanziamento»
ROSETO. La Provincia di Teramo dovrà completare gli interventi del braccio a mare sud del porticciolo turistico di Roseto. Il diktat è arrivato dall'assessore regionale con delega ai lavori pubblici Umberto D'Annuntiis dopo le parole del presidente provinciale Camillo D'Angelo contro la ripartizione delle somme dei fondi Fsc (Sviluppo e Coesione) per il porto rosetano. La Provincia intende chiede agli uffici regionali un adeguamento delle risorse economiche per il completamento dell'opera. In alternativa è disposta a restituire al mittente gli ultimi 200mila euro, insufficienti secondo l'ufficio provinciale, per gli interventi finali. Somme da integrare eventualmente nei cinque milioni di euro di fondi Fsc previsti per la sistemazione completa del porticciolo.
«Per il completamento di Portorose la Provincia di Teramo non ha fatto alcuna richiesta, anzi gli uffici regionali hanno sollecitato più volte informazioni sull’andamento dei lavori», dice D'Annuntiis, «l’ultima nota della Provincia risale a fine 2023, con una richiesta di proroga di fine lavori al 30 giugno 2024 a cui non è seguita alcuna relazione così come richiesto dagli uffici regionali. Per quanto ci riguarda la Provincia di Teramo deve ultimare i lavori in ossequio al progetto approvato, collaudare i lavori realizzati e trasmettere il tutto alla Regione». Solo a questo punto la Regione «con il finanziamento di 5 milioni di euro, già assegnato con i fondi Fsc 21/27, ripartirà da dove è stato chiuso il progetto». Per il completamento del braccio sud mancherebbe circa un 20% degli interventi. Il contratto con la precedente ditta esecutrice dei lavori è stato però rescisso e bisognerà dunque procedere con una nuova gara d'appalto. «Rimane la facoltà di verificare», prosegue D'Annuntiis, «il perché dopo 10 anni, alcune perizie di variante, l’ulteriore integrazione finanziaria fatta dalla Regione come da richiesta della Provincia stessa al fine di terminare l’intervento, si è di fatto davanti a un’opera che si profilerebbe incompiuta. Se ci sono ritardi, quindi, la responsabilità è solo della Provincia di Teramo».
Stoccata da parte dell'assessore regionale al presidente anche per quanto riguarda la ripartizione dei fondi Fsc. «Il presidente, distratto tra adeguamenti di piante organiche e manovre politiche fallite su Ruzzo e Bim, non sa di cosa sta parlando. Vada a leggere l’elenco degli interventi a favore del territorio della provincia e si renderà conto che mai tante risorse erano state destinate a Teramo (erosione, viabilità provinciale, porti di Giulianova Roseto e Martinsicuro, palasport di Roseto ecc.). Al presidente voglio anche ricordare i 55 milioni destinati alla pedemontana Abruzzo-Marche e i 20 per la Ss 81 Teramo-Ascoli. Spero, infine, che gli oltre 16 milioni destinati con gli Fsc dalla giunta Marsilio alla viabilità provinciale vengano impiegati in modo oculato sul territorio», conclude D'Annuntiis.
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