Post-sisma, Farabollini incontrerà il 10 a Teramo i sindaci del cratere

22 Settembre 2019

D’Alberto: «Chiederemo al commissario di semplificare le procedure e di stimolare il nuovo governo per far decollare la ricostruzione»

TERAMO. Sarà un incontro chiarificatore sulla nuova fase di gestione dell’emergenza post sisma quello tra Piero Farabollini e i sindaci del cratere abruzzese. Il confronto ci sarà giovedì alle 10 a Teramo nell’auditorium del Parco della scienza e al commissario per la ricostruzione verranno sottoposte una serie di questioni relative soprattutto al ruolo dei Comuni, anche allo scopo di stemperare le recenti polemiche innescate proprio sulle procedure per la riparazione dei danni causati dal terremoto 2016-17. È il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto a farsi portavoce delle sollecitazioni che saranno rivolte a Farabollini, partendo da una constatazione sull’attuale fase di avvio del governo Pd-Cinque stelle. «Non dovrà tradursi in un ulteriore periodo di stallo, ma diventare opportunità per attivare tutti gli strumenti e far davvero decollare la ricostruzione», spiega il primo cittadino, «proposte, indicazioni, emendamenti, richieste ed esigenze dei territori sono chiari». Il Governo, insomma, non dovrà fare il giro dei territori per capire la situazione ma attuare gradualmente, partendo da quelle a costo zero, le misure già messe nero su bianco. «Altra questione è la condivisione delle responsabilità, nel rispetto delle competenze», sottolinea D’Alberto, «che non vuol dire confusione di attribuzioni e di ruoli ma determinazione e coraggio nelle scelte da assumere».
C’è poi il tema delle strutture amministrative di Regioni e Comuni indebolite al punto, secondo il sindaco, di non essere in grado di fornire risposte in tempi certi anche in presenza di finanziamenti disponibili e procedure più celeri. Alle amministrazioni locali, insomma, va assicurata l’opportunità «di entrare nel percorso di ricostruzione con una nuova governance, che riesca a creare e costruire con i progettisti e con i tecnici un rapporto diverso e più diretto». Per D’Alberto bisogna tenere distinti i crateri dei terremoti 2009 e 2017. «Ci potrà essere correlazione per far tesoro degli errori fatti e delle buone pratiche applicate ma le due situazioni vanno assolutamente trattate in reciproca autonomia», chiarisce, «perché rispondono a situazioni ed esigenze diverse». La semplificazione è un altro aspetto determinante. «Fino ad oggi anche nel rapporto con gli interlocutori, col sottosegretario e col commissario straordinario, si è giocato al rimpallo di responsabilità», fa sapere il primo cittadino teramano, «sarà indispensabile garantire che le procedure non siano sottoposte a tanti passaggi ma si risolvano in uno solo, autorevole».
C’è poi una questione politica nella gestione dell’emergenza. «La ricostruzione deve diventare un tema di governo, non appannaggio di una o dell'altra forza», fa sapere D’Alberto, che invoca anche coraggio: «Va finalmente messo anche e soprattutto sulla semplificazione delle norme per la ricostruzione pubblica e in particolare dell'edilizia residenziale pubblica, che sconta la criticità di essere soggetta a procedure interminabili e complesse».
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