Posti esauriti al Mazzini Via al balletto dei ricoveri
I reparti medici scoppiano: trenta pazienti “appoggiati” nelle chirurgie, il caos è inevitabile. Sistemato il quinto letto in una camera da quattro
TERAMO. Alla ricerca di un posto letto con il lanternino. E’ quello che si sta verificando in ospedale in questi giorni.
Al Mazzini c’è una situazione critica per mancanza di posti letto e un pronto soccorso sovraffollato che non riesce a smaltire la richiesta di ricoveri. In parte è un “malanno” di stagione. E’ un dato di fatto che con l’epidemia influenzale molti, soprattutto gli anziani, necessitano di cure in ospedale. Ma è altrettanto vero che molte famiglie tendono a far ricoverare gli anziani durante le festività per essere liberi magari di spostarsi e di fare un viaggio.
Ma tendenzialmente resta il fatto che i reparti di discipline mediche – medicina, pneumologia, oncologia – hanno un numero di posti letto inferiore alle reali necessità. Con l’età media che aumenta, cresce anche la necessità di prestazioni agli anziani. Un reparto nell’occhio del ciclone, ad esempio, è la medicina, tempestato dalla richiesta di ricoveri e penalizzato da una grave carenza di personale, anche medico.
L’effetto della carenza di posti letto sono gli “appoggi”, cioè malati ricoverati in reparti non correlati alla patologia. A farne le spese sono i reparti chirurgici che hanno tantissimi “appoggi” di pazienti di reparti medici, con relativa difficoltà di ricovero di pazienti che devono essere operati uno o due giorni dopo. Si calcola che in questo periodo siano almeno trenta i pazienti di pertinenza dei reparti medici ricoverati nelle chirurgie.
Non a caso un paio di giorni fa per evitare di rimandare un intervento chirurgico a una paziente in lista di attesa da mesi è stato allestito un quinto posto letto in una camera di quattro. Una situazione che ovviamente ha comportato disagi ai pazienti, a causa del sovraffollamento e anche per la carenza di arredi, ad esempio l’armadio.
Un altro effetto è il fatto che le emergenze di discipline chirurgiche vengono ricoverate in reparti non attinenti al tipo di patologia. Ad esempio l’altroieri un paziente politraumatizzato caduto dalle scale non è riuscito a ricoverarsi nel reparto di appartenenza – che aveva degli “appoggi” – ed è andato in chirurgia toracica. Il paziente doveva essere monitorato ogni due ore vista la gravità del quadro clinico. Tutto questo comporta problemi logistici e un abbassamento della qualità dell’assistenza, visto che ormai anche gli infermieri sono ultraspecializzati. (a.f.)
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