Prati di Tivo, oggi c’è la firma che salva la stagione invernale

Trovato l’accordo sulla concessione dei terreni al gestore: la Gran Sasso Teramano paga all’Asbuc il canone anticipato e gli impianti sciistici possono riaprire fino al novembre dell’anno prossimo
TERAMO. A un passo dalla svolta per la riapertura degli impianti di Prati di Tivo: oggi è prevista la firma della concessione dei terreni. S’intravede dunque la luce sul futuro prossimo della stazione turistica. L’incontro delle 17 tra le parti chiamate in causa, l’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela e la Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico - privata proprietaria degli impianti, sarà determinante per sbloccare una situazione che si trascina da mesi e per salvare la stagione invernale, ormai alle porte, e quella estiva 2022, dopo la chiusura durata oltre un anno con pesanti ripercussioni sull'economia del comprensorio.
L’accordo per la riapertura della stazione turistica c’è, manca solo la formalizzazione della concessione dei terreni dove insistono le attrezzature, condizione necessaria per la riattivazione delle stesse. L’Asbuc ha, infatti, accettato la proposta della Gst di una concessione temporanea con validità massima di dodici mesi e pagamento anticipato del canone. La soluzione, alla quale si è arrivati dopo l’incontro in Provincia dello scorso 18 ottobre, garantisce alle attività locali continuità e quindi capacità di programmazione.
«I documenti da firmare per il rinnovo della concessione temporanea sono stati inviati tramite posta certificata alla Gst insieme alla convocazione dell’incontro», spiega Paride Tudisco, presidente dell’Asbuc Pietracamela, e chiarissce: «Naturalmente questo è un passaggio intermedio: solo quando verrà fatto il rogito notarile e attribuita la proprietà degli impianti all'aggiudicatario del bando di vendita Marco Finori, e quando verremo ristorati dei 191mila euro dei canoni pregressi non pagati, potremo stipulare una concessione definitiva fino a fine vita tecnica delle attrezzature».
Tudisco torna a ribadire la situazione creditoria che l’Asbuc ha con la Gst, il motivo che, come lui stesso ha specificato «porta a chiedere il pagamento anticipato di questa nuova concessione, che segue una procedura particolare perché la Gst è sempre morosa nei nostri confronti». Il tutto in attesa che si sblocchi la vendita degli impianti all’aggiudicatario Finori srl dopo il ricorso al Consiglio di Stato del Comune di Fano Adriano avverso la Gst, nel quale si chiede la sospensiva della prima sentenza del Tar favorevole alla società e il risarcimento di oltre 500mila euro. L’udienza sulla sospensiva ci sarà giovedì prossimo, poi dovrà esserci quella sul risarcimento e Tudisco teme che si allunghino troppo i tempi. «È necessario trovare una soluzione definitiva e rapida alla questione Prati di Tivo», conclude, «il territorio non può più vivere nell’incertezza».
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