Prati di Tivo, parla il liquidatore «Non possiamo fare investimenti»

Gabriele Di Natale risponde alle varie richieste di rilancio della stazione sciistica teramana «Dobbiamo vendere gli impianti, speriamo di ricavarci abbastanza per pagare i debiti accumulati»
PIETRACAMELA. «Si continua a parlare della situazione impianti di Prati di Tivo, cercando di far passare le condizioni della stazione sciistica floride e in piena normalità, ma si disconosce che la Gran Sasso Teramano, la società proprietaria delle attrezzature, è in liquidazione e non può gestire nè fare attività imprenditoriale». A parlare è Gabriele Di Natale, il liquidatore della Gran Sasso Teramano, che vuole chiarire la situazione degli impianti dei Prati per replicare alle lamentele che si sono susseguite: sul ritardo delle manutenzioni alle attrezzature e di conseguenza della riapertura della stazione sciistica, sulla mancanza di programmazione e continuità, sulla mancata attribuzione di una gestione pluriennale, sui problemi all’innevamento artificiale e sulla sicurezza della stazione. «La Gran Sasso Teramano», spiega Di Natale, «ha oltre 1 milione 200mila euro di debiti e siamo in piena liquidazione. Dobbiamo vendere tutti gli impianti e pagare i debitori; in questo momento non si può né programmare, né fare nessun bando pluriennale». Il bando di vendita di tutti gli impianti di Prati di Tivo e di Prato Selva – a esclusione della cabinovia della Madonnina di proprietà della Provincia – in un unico lotto per un prezzo base d’asta di 3.658.916 euro scaduto lo scorso 19 gennaio è andato deserto. Il prossimo con un ribasso del 25% ci sarà il 17 marzo. «Speriamo di poter vendere a un prezzo superiore al debito che ci permetterebbe di soddisfare i creditori, ma se fosse inferiore si aprirà la fase delle procedure concorsuali. La Gran Sasso Teramano è un malato terminale e siamo fortunati che con la gestione di Marco Finori sta andando avanti la stagione perché la società, contrariamente a quanto fatto in passato, non può gestire le attrezzature. Ci auguriamo che ci sia qualcuno disposto ad acquistare per permetterci di rientrare con le insolvenze». Tra i creditori ci sono alcuni dei soci, come il Comune di Fano Adriano che ha fatto un decreto ingiuntivo alla di 120mila euro per i canoni pregressi non versati e ora anche l’Asbuc di Pietracamela, proprietaria dalle aree interessate dalle piste, ha agito legalmente per i corrispettivi non pagati e ci sarà una mediazione martedì prossimo alla Camera di commercio. Infine sul sistema di innevamento artificiale che non è stato potuto mettere in atto Di Natale chiarisce che «è vero che le pompe dei cannoni sparaneve sono state smontate, ma tutto è dipeso dal mancato rinnovo della concessione della Regione alla Sea per l’utilizzo delle acque dell’invaso. Anche a noi piacerebbero cannoni di ultima generazione, ma non abbiamo i soldi per comprarli. Anziché parlare e sparlare invito tutti a unirsi per salvare il comprensorio che rischia di morire».
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