Prati di Tivo, per ora non si può rimettere in moto la cabinovia

8 Luglio 2021

TERAMO. La diffida della ditta fratelli Persia non ferma l’iter per perfezionare l’acquisto da parte di Marco Finori degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva, ma fino a quando Finori non sarà...

TERAMO. La diffida della ditta fratelli Persia non ferma l’iter per perfezionare l’acquisto da parte di Marco Finori degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva, ma fino a quando Finori non sarà proprietario effettivo non si potrà riaprire la cabinovia della Madonnina per il problema della concessione dei terreni. All’indomani dell’aggiudicazione definitiva all’imprenditore sambenedettese e attuale gestore Marco Finori degli impianti delle due stazioni, messi all’asta dalla Gran Sasso Teramano (Gst), è già partito l’iter per la stipula della bozza dell’atto pubblico di vendita, che dovrà contenere tutte le garanzie richieste e che verrà sottoposto all’assemblea dei soci della società pubblico - privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature. È stata proprio l’assemblea della Gst martedì scorso, con il voto favorevole della Provincia e della Camera di commercio che rappresentano il 99% del capitale sociale (con l’astensione della Regione, il voto contrario delle associazioni degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela e Intermesoli e l’assenza dei Comuni di Fano Adriano e Pietracamela, a trasformare definitiva l’aggiudicazione provvisoria attribuita a Finori la settimana prima, perché la sua offerta – un milione e 650 mila euro da pagare in 24 mesi con un investimento di 500mila euro per la stagione 21/22 e l’obbligo dello smontaggio degli impianti in fine vita tecnica – è stata considerata l’unica arrivata e sono state respinte tutte le eccezioni contenute nella diffida ad aggiudicare presentata dalla ditta fratelli Persia di Tottea, l’altro concorrente nella partita per l’acquisto degli impianti.
Ma le nuvole si addensano all’orizzonte sulla questione riapertura della cabinovia della Madonnina per la mancanza della concessione dei terreni dall’Asbuc per la morosità della Gst. Ad aggiudicazione approvata il liquidatore Gst Gabriele Di Natale ha chiesto all’Asbuc di Pietracamela la disponibilità dei terreni con l’obiettivo di riaprire gli impianti appena l'aggiudicatario avesse provveduto alle manutenzioni. Un’ipotesi presa in considerazione, ma che sembra irrealizzabile. «Con il segretario abbiamo discusso di concedere i terreni a Finori come aggiudicatario definitivo», ha annunciato il presidente Asbuc Paride Tudisco, «ma ci siamo resi conto che la cosa non può essere fattibile perché la concessione di demanio civico deve essere data al proprietario effettivo e fino a quando non c’è l’atto notarile di acquisto dei beni non possiamo fare nulla».
Adele Di Feliciantonio
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