Prati di Tivo, riapertura negata per la cabinovia e le piste annesse

Il Coreneva non dà a Finori il certificato di immunità dalle valanghe per carenza di documentazione Il gestore si difende: «Provincia e Regione devono prima installare gli esploditori previsti dal piano»
PIETRACAMELA. Nuovo stop per Prati di Tivo: il Coreneva (il comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe) nega al gestore e custode giudiziale degli impianti Marco Finori la riapertura delle piste annesse alla cabinovia e del tapis-roulant per carenza di documentazione ed evidenzia di non aver ancora rilasciato il certificato per la cabinovia perché il gestore non ha adempiuto alle prescrizioni richieste. Finori, dal canto suo, fa sapere che per l'apertura è necessaria l'installazione dei 12 esploditori previsti nel Pidav, il piano d’intervento antivalanghe.
IL VERBALE CHE DICE NO
Mentre a Prati di Tivo è scesa copiosa la neve regalando un paesaggio da cartolina, l’apertura della cabinovia e la possibilità di sciare limitatamente alle piste annesse e con il tappeto si allontana sempre di più e si profila un’altra stagione invernale, l’ennesima, con la stazione chiusa. È di ieri la notizia che il Coreneva, l’organo di protezione civile regionale, ha detto no alla richiesta di Finori di avere l’ok, tramite il certificato di immunità dalle valanghe, per l’apertura della seggiocabinovia in assetto invernale, quindi con la possibilità di sciare nelle piste annesse e l'utilizzo del tapis-roulant, considerato che gli impianti del Pilone e della quadriposto restano chiusi perché senza revisione straordinaria. «Il Comitato all’unanimità riscontra di non avere elementi oggettivi per esprimersi sul rilascio del certificato di immunità dal rischio valanghe: per le piste annesse all’impianto la Madonnina in quanto la Marco Finori srl ha presentato il piano di gestione solo per l’impianto, escluse le piste, e la documentazione necessita di integrazione; e per il tappeto mobile perché la Marco Finori srl non ha presentato alcun documento tra quelli riportati nella documentazione necessaria», recita il verbale. Ma non finisce qui, perché il Coreneva aveva dato l'ok con prescrizioni al certificato di immunità per riaprire la cabinovia in assetto pedonale, ma nel verbale di ieri si legge: «Il Comitato evidenzia che non è stato possibile ancora rilasciare neanche il certificato di immunità richiesto solo per l’impianto “La Madonnina” in quanto il gestore non ha provveduto a quanto richiesto il 28 novembre e reiterato nella presente seduta».
LE RAGIONI DI FINORI
Il legale di Finori, Gianni Falconi, chiarisce: «Al gestore giudiziale sono richiesti costi importanti per adempiere alle prescrizioni del Coreneva che sarebbero vanificate, una volta adempiute, dalla mancata installazione dei 12 o'bellx previsti nel Pidav e quindi necessari per aprire in sicurezza le piste. Finori chiede ancora una volta a Provincia e Regione di installare i 12 esploditori anti-valanga, azione propedeutica al suo adempimento delle prescrizioni richieste dal Coreneva, altrimenti andrebbe a sostenere una spesa molto elevata che non potrà mai recuperare perché», conclude Falconi, «la stazione non verrà comunque aperta».
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