Prati di Tivo, è tutto pronto per la riapertura della cabinovia

Il consiglio di Pietracamela dà l’ok al piano comunale di emergenza. E il gestore Finori fa sapere: «L’impianto tecnicamente è pronto, la documentazione è completa, ripartiremo quanto prima»
PIETRACAMELA. Dopo mesi di silenzio si riaccendono i riflettori su Prati di Tivo: adottato dal Comune di Pietracamela il piano di emergenza comunale di protezione civile, si attende la riapertura della cabinovia della Madonnina che il gestore assicura «ci sarà quanto prima».
È stato approvato all'unanimità mercoledì pomeriggio dal consiglio comunale di Pietracamela il piano di emergenza comunale di Protezione civile, che ha acquisito anche il piano specifico di emergenza presentato dal gestore e custode giudiziale degli impianti di risalita Marco Finori. «Il piano è pronto e operativo come richiesto dalla Regione», ha detto il sindaco Antonio Villani, «quello che dovevamo dare l'abbiamo fatto sempre per il bene e nell'interesse del Comune, del territorio e degli operatori». Si tratta di un passo importante per la riapertura della cabinovia della Madonnina per la quale il Coreneva, il Comitato tecnico regionale sulle valanghe, dopo un sopralluogo e il collaudo dei tecnici avvenuto nella prima decade di maggio, ha concesso il certificato di immunità dalle valanghe e quindi dato l’ok alla riapertura fino a settembre. Autorizzazione che, invece, era stata concessa in assetto pedonale – previo adempimento di alcune prescrizioni – nell'inverno scorso, ma poi l'impianto non aveva mai riaperto.
Il custode e gestore Finori ha fatto sapere che «dal punto di vista tecnico l'impianto è pronto, la documentazione c'è tutta, anche la concessione dei terreni. Riapriremo quanto prima». Un annuncio che torna a dare speranza agli appassionati e soprattutto agli operatori turistici che chiedono da tempo che la cabinovia riapra a giugno, come l'anno scorso, e non ad agosto come accadde due anni fa. La riattivazione dell'impianto è strategica per attrarre i turisti, per fare programmazione e per rifarsi dopo un inverno dalle poche presenze, che è stato definito da alcuni operatori «il peggiore degli ultimi sessant’anni perché, oltre agli impianti chiusi, le alte temperature, quindi la poca neve, non hanno permesso nemmeno lo svolgimento dello sci alpinismo». In questi giorni, intanto, il forte caldo e il tempo bello hanno riportato un po' di movimento ai Prati, ma tutti attendono la riattivazione dell'impianto che può far ripetere la buona estate dell'anno scorso, quando la cabinovia ha girato fino al primo fine settimana di ottobre.
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