Prati, il Tar congela tutto fino all’8 giugno

Concessa a Finori una sospensiva in attesa dell’udienza collegiale, slitta la vendita degli impianti
TERAMO. Il Tar dell’Aquila “congela” la situazione Prati di Tivo concedendo la sospensione interinale dei provvedimenti emanati dalla Gran Sasso Teramano e impugnati dal gestore Marco Finori fino alla trattazione collegiale del prossimo 8 giugno. Ancora nubi si addensano sulla soluzione della situazione di stallo degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva e la successiva liquidazione della Gran Sasso Teramano, la società pubblico - privata che ne è proprietaria. È di ieri il decreto monocratico del presidente del Tar Abruzzo Umberto Realfonzo che ha concesso la sospensiva dei provvedimenti emanati dalla Gran Sasso Teramano sulla revoca della vendita del lotto delle attrezzature alla società di Finori e sulla deliberazione della firma dal notaio con l’impresa Persia, gli attuali acquirenti, il prossimo 26 maggio, concedendo contestualmente la reintegrazione a ottenere la stipula del contratto a Finori. Tutto in attesa della trattazione collegiale della vicenda che lo stesso giudice amministrativo ha definito «come evidenziata dal ricorrente non solo articolata, ma confusa».
Il ricorso al Tar è stato presentato da Finori dopo che pur essendo l’aggiudicatario definitivo della vendita non si era presentato dal notaio lo scorso 22 aprile e la Gst aveva provveduto a revocargli prima la vendita e poi, dopo la manifestazione della ditta F.lli Persia della volontà di acquistare gli impianti, anche la gestione degli stessi con riconsegna entro 30 giorni. Ancora una volta si ferma tutto all’ombra del Gigante che dorme. La Gst fa sapere che «la vicenda è al vaglio dei legali, ma ancora si continua a creare un danno alla stazione di Prati di Tivo, alla collettività, agli operatori, al turismo provinciale e ai creditori della società che attendono di essere pagati». Questo nuovo inciampo potrebbe, infatti, allungare le attività di liquidazione della società e quindi far slittare la stipula della vendita dal notaio dopo l’8 giugno. A rimetterci sarebbe l’apertura della stagione estiva della cabinovia della Madonnina, che sembra sempre più lontana.(a.d.f.)
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