Prefettura, trasloco dopo le festività

Gli uffici inagibili nella sede centrale vanno a Porta Romana. Sgomberate altre 27 famiglie, riaperti nove cimiteri
TERAMO. La prefettura avvierà il trasloco dopo le feste. È questa la scadenza fissata per il trasferimento degli uffici resi inagibili dal sisma che occupavano un’ala della sede centrale di corso San Giorgio. Le verifiche successive alle violente scosse di fine ottobre hanno messo fuori gioco i tre piani del palazzo nella parte che affaccia su via Capuani, compreso l’appartamento del prefetto Graziella Palma Maria Patrizi, costringendo il personale a stringersi nella zona rimasta utilizzabile. Per questo è stata avviata la ricerca di spazi idonei in cui ricollocare gli uffici, alcuni dei quali aperti al pubblico, e la scelta è caduta sui locali dell’ex Archivio di Stato in corso Porta Romana.
In questa struttura, attigua al convento di San Domenico, si sono resi necessari lavori di adeguamento e riattivazione degli impianti, oltre che di sistemazione interna, che hanno incrociato le operazioni elettorali per il referendum. Il trasloco ha dunque subìto un rallentamento che porterà all’apertura dei nuovi uffici probabilmente a gennaio. Al momento non sono previsti altri trasferimenti riguardanti la prefettura. Nelle settimane passate è stato fatto un tentativo per ottenere l’utilizzo dell’ex carcere di Sant’Agostino, sede attuale dell’Archivio di Stato, ma gli spazi in corso Porta Romana sono risultati sufficienti ad accogliere i circa trenta dipendenti da trasferire. Un eventuale ulteriore trasloco, infatti, andrebbe orientato verso strutture ritenute decisamente migliori rispetto alla parte della prefettura che è stata dichiarata agibile.
Nel frattempo proseguono a ritmo sempre più incalzante controlli e sgomberi di abitazioni, negozi e uffici anche in centro storico. Ieri il sindaco Maurizio Brucchi ha firmato 16 ordinanze d’inagibilità che hanno interessato edifici in corso San Giorgio, corso Cerulli, via Boldrini e via Pepe, oltre che le frazioni di Forcella, Valle San Giovanni e Varano. A seguito di questi provvedimenti 27 famiglie sono state costrette a lasciare le loro abitazioni. Sono 59, invece, quelle sfollate martedì dalle palazzine popolari di via Giovanni XXIII. Il dato va corretto rispetto a quello erroneo di 120, dovuto a un difetto di comunicazione con il Comune e riportato nell’edizione di ieri. Con gli sgomberi di ieri il totale delle ordinanze emesse dal sindaco sale a 491. Al Coc, centro operativo comunale che gestisce l’emergenza, si sono presentate 18 famiglie, delle quali 15 hanno optato per l'autonoma sistemazione e tre si sono trasferite in hotel.
Prosegue anche la messa in sicurezza dei 16 cimiteri comunali. Finora ne sono stati parzialmente riaperti nove: San Nicolò, Poggio Cono, Caprafico, Frondarola, Forcella, Castagneto, Putignano, Valle San Giovanni e Rapino. In quelli di Miano, Cavuccio e Sant'Atto sono in corso i lavori di adeguamento. Il Comune fa sapere, inoltre, che al cimitero di Cartecchio sono aperti alcuni passaggi pedonali. Restano chiusi, invece, quelli di Garrano, Varano e Villa Rupo.
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