Premiati i migliori presepi delle frazioni ma c’è chi contesta

La parrocchia di Cartecchio: la nostra rappresentazione è stata presentata indebitamente a nome del quartiere
TERAMO. Cerreto per l’originalità, Villa Ripa per l’armonia e Nepezzano per la scenografia sono state le tre frazioni premiate nel “Concorso dei Presepi Città di Teramo”, che non ha mancato di suscitare qualche polemica a posteriori. Ieri mattina, nella sala consiliare del municipio, il vicesindaco Mirella Marchese con gli assessori Francesca Lucantoni e Rudy Di Stefano ha consegnato una targa ad ogni vincitore e un attestato a tutti i 10 partecipanti, tra frazioni e quartieri. La proclamazione, fatta da Vincenzo Flamminj, è stata preceduta dalla proiezione di un video realizzato da alcuni studenti del “Di Poppa”, presenti in sala con la dirigente scolastica Caterina Provvisiero. Gli attestati di partecipazione sono stati dati, nell’ordine, ai rappresentanti di Miano - fuori concorso -, Villa Viola, Nepezzano, Villa Ripa-Tordinia, Spiano, Cerreto, Villa Gesso, Forcella, San Berardo e Colleatterrato Basso.
Per l’ultimo quartiere, però, non si è presentato nessuno a ritirare la pergamena. La spiegazione forse è riconducibile alla precisazione fatta dalla parrocchia di Santa Maria in Cartecchio, che ha ideato e realizzato il presepe presentato al concorso. «Siamo venuti a conoscenza che il Comune ha intenzione di consegnare l’attestato di partecipazione al “Concorso dei presepi” all’organo direttivo del Comitato di quartiere Villa Pavone–Colleatterrato, che a sua volta non ha contribuito né con mezzi, né con personale volontario, alla realizzazione di quanto sopra», si legge in una nota, «perciò ci si chiede: chi ha contattato l’amministrazione comunale? Perché l’amministrazione non si è relazionata con la parrocchia? Chi ha o forse ha cercato di fuorviare chi?». La parrocchia, che vuole delle risposte, sottolinea che con il presepe si voleva creare un momento di aggregazione collettiva per il quartiere «nel segno della socializzazione nella Cristianità». In ogni caso, si dice «a disposizione dell’amministrazione e dei cittadini per portare avanti iniziative rivolte alla comunità». (c.d.g.)
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