Primo giorno di zona rossa Posti di blocco ai 33 varchi

20 Marzo 2020

Decine di pattuglie per isolare Castiglione, Arsita, Montefino, Bisenti e Castilenti  Il sindaco D’Ercole: «I malati aumentano e ormai non riesco più a contarli» 

TERAMO. I posti di blocco a tutti i 33 varchi alla Val Fino al termine di una giornata scandita da riunioni, telefonate e drammatici conteggi. Così da Castiglione Messer Raimondo ad Arsita, da Montefino a Bisenti e Castilenti. Nel primo giorno di zona rossa i sindaci in prima linea parlano di scenari «difficili da immaginare per chi non li vive». A raccontarlo le sirene delle ambulanze che fanno da sottofondo a tutte le chiamate del cronista.
Dice il primo cittadino di Castiglione Vincenzo D’Ercole che da giorni, come tutti i suoi colleghi, corre da una parte all’altra: «La possiamo definire una giornata cuscinetto perché si stanno predisponendo tutte le misure e già ho visto i primi posti di blocco. Ho da poco ricevuto una circolare dalla prefettura sulle misure che sono state adottate. Nessuno entra e nessuno esce, a meno che non ci siano deroghe. La situazione è difficile per tutti e siamo a un numero di contagi alto. Qui ci sono 23 casi, abbiamo avuto morti e tantissimi ricoverati, così tanti che non riesco più a contarli. Ma alla mia gente dico che insieme riusciremo a farcela, a superare tutto. Ma ora è il momento di stare uniti, di rispettare i divieti, di non uscire di casa». E ieri, proprio per organizzare i posti di blocco, in prefettura si sono susseguite varie riunioni tra le forze dell’ordine.
È chiaro il sindaco di Bisenti Enzino De Febiis che nel primo giorno di zona rossa dice:«C’è ancora tanta confusione, ma sicuramente è solo questione di tempo per organizzare al meglio tutto quello che va fatto. A cominciare dai posti di blocco per controllare i 33 varchi alla vallata. La zona rossa era l’unica soluzione possibile e tutti ci auguriamo possa essere un valido strumento per fronteggiare una emergenza di questa portata». Dice il primo cittadino di Montefino Ernesto Piccari: «Sicuramente non è facile, ma bisogna organizzare subito. Noi qui abbiamo un solo vigile urbano che in questi giorni sta facendo di tutto per consegnare medicinali e beni di prima necessità agli anziani». E se a Montefino un vigile è rimasto a Bisenti non c’è nemmeno quello. «Nel mio comune non c’è nemmeno un vigile», spiega a questo proposito De Febiis, «dovevamo fare il concorso per l’assunzione ma ora i tempi sono destinati ad allungarsi e quindi bisogna organizzarsi con quello che c’è. Io ho attivato subito il Coc con i volontari che stanno facendo davvero miracoli insieme a quelli della Pro Loco per consegnare farmaci e spesa a persone anziane che in un territorio come il nostro sono tantissimi». Anche ad Arsita il primo giorno di zona rossa è trascorso nella gestione dell’emergenza. «Noi amministratori ci stiamo muovendo sulla base di indicazioni arrivate dalle autorità per l’applicazione dell’ordinanza», dice la sindaca Catiuscia Cacciatore, «l’obiettivo prioritario resta quello di gestire l’emergenza sul territorio, di aiutare i malati e le persone che sono in isolamento nella speranza di contenere dei numeri che diventano sempre più drammatici. Numeri che sono vite, storie, persone».
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