Processo Tercas, l’Adusbef vuole costituirsi parte civile nell’udienza di febbraio

21 Novembre 2014

Nel processo sul crac della Tercas, la Adusbef – l’associazione che tutela gli utenti dei servizi bancari – chiederà di potersi costiture parte cvivile all’udienza preliminare che è stata fissata per...

Nel processo sul crac della Tercas, la Adusbef – l’associazione che tutela gli utenti dei servizi bancari – chiederà di potersi costiture parte cvivile all’udienza preliminare che è stata fissata per l’11 febbraio 2015 davanti al gup deltribunale di Roma. Nell’udienza si stabilirà l’eventuale rinvio a giudizio dell’ex direttore generale Antonio Di Matteo e altri 14 imputati, «coinvolti», ricorda l’Adusbef «nel gravissimo dissesto dell'istituto di credito abruzzese, che ha distrutto, desertificato e finito di colonizzare la presenza delle banche storiche in Abruzzo». «Come si può leggere dallo stralcio del Fondo Interbancario di tutela dei depositi, firmato dal direttore generale Giuseppe Boccuzzi», sottolinea ancora l’Adusfeb, «il crac della Tercas, generato da una scandalosa conduzione della banca e da affidamenti clientelari, spesso non assistiti dalle previste garanzie richieste da una prudente gestione del credito e del risparmio, è già costato 300 milioni di euro versati dal Fondo alla banca subentrante, la Popolare di Bari, quindi ad utenti, correntisti, risparmiatori costretti a pagare costi dei servizi bancari più elevati d'Europa e tassi di interesse più alti, su prestiti ed affidamenti, di tutta l'area euro».