Progetto del sottopasso in zona porto: scontro tra maggioranza e Mastromauro

GIULIANOVA. Nuovo botta e risposta fra i gruppi civici legati al sindaco Jwan Costantini e l’ex primo cittadino Francesco Mastromauro. Stavolta, a finire al centro della polemica politica, è il...
GIULIANOVA. Nuovo botta e risposta fra i gruppi civici legati al sindaco Jwan Costantini e l’ex primo cittadino Francesco Mastromauro. Stavolta, a finire al centro della polemica politica, è il sottopasso che funge da collegamento tra la città e il porto: un progetto illustrato dall’ex sindaco Mastromauro nell’ambito della presentazione della sua associazione “Evoluzione sostenibile”. «Mastromauro arriva secondo su un’idea lanciata già da Costantini», afferma la lista “Jwan Costantini sindaco” guidata dal coordinatore e amministratore della Julia Rete Gianluca Carradori, rivendicando la paternità del progetto. Per la lista di riferimento del sindaco, Mastromauro sul tema dell’asse viario arriverebbe secondo, dimostrando di avere «memoria corta» in quanto, fin dal discorso di insediamento dell’attuale amministrazione comunale, fu posta l’attenzione «sulla sciagurata chiusura di via Nazario Sauro che negli anni ’90 tagliò letteralmente in due il Lido»; argomento ripreso nel primo consiglio comunale, anche dal consigliere Paolo Bonaduce. «Da allora», puntualizza Carradori, «abbiamo sondato sia le Ferrovie dello Stato sia la Regione, che dovrebbe compartecipare all’investimento: per tale motivo, prima di spingerci avanti, aspettiamo di verificare concretamente l’opera». In ultimo, la lista guidata da Carrardori invita Mastromauro e l’ex assessore Archimede Forcellese a spiegare ai cittadini giuliesi come mai di questa di idea del sottopasso non ci sia traccia nei nove anni e mezzo di mandato da sindaco e nei cinque da vice sindaco: secondo la lista vicina a Costantini, sarebbe opportuno e auspicabile che Mastromauro avesse il «buon gusto di non urtare la sensibilità dei cittadini, risparmiandoli dall’ascoltare le sue trovate originali e inspiegabilmente tardive».
La replica da parte dell’ex sindaco non si fa attendere: «L’attacco da parte della lista civica a sostegno di Costantini nei confronti della nostra associazione, denota l’evidente nervosismo che alberga nella destra giuliese», afferma Mastromauro, «ma anche lo scarso rispetto del ruolo ricoperto da un amministratore di una società partecipata del Comune». L’attacco è diretto a Carradori, coordinatore della lista legata a Costantini e amministratore della Julia Rete: «Non è mai accaduto che un amministratore di una società partecipata dall’ente comunale coordinasse una lista di appoggio al sindaco che lo ha incaricato attaccando gratuitamente e con termini forti anche ex amministratori che lo hanno preceduto. Carradori dovrebbe limitarsi a svolgere il ruolo di amministratore della Julia Rete, pensando agli interessi dalla collettività che gli paga lo stipendio. Diversamente lasci la poltrona occupata e faccia politica attiva».
A rispondere a Mastromauro è Giuseppe Di Marcantonio della lista “Giulianova in movimento”, che lo accusa di «immobilismo» nei nove anni e mezzo di mandato, a differenza dell’amministrazione Costantini, e annuncia che nelle prossime settimane verranno presentati una lunga serie di numeri e di immagini che cancelleranno ogni dubbio. Di Marcantonio aggiunge: «Il centrodestra non è afflitto da nervosismo, nove liste sono pronte a scendere in campo: forse è la coalizione avversaria a essere tormentata, ulteriormente lacerata dalla sua partecipazione alle elezioni».
Mastromauro, in risposta a Di Marcantonio, conclude: «Da qualche settimana le liste di Costantini hanno un chiodo fisso: Francesco Mastromauro. Un giorno sì e l’altro pure, diffondono comunicati che non affrontano nel merito temi amministrativi, ma mettono al centro, sempre e comunque, la mia figura». Secondo l’ex primo cittadino è ora giunto il momento di valutare l’operato dell’esecutivo attuale, e lo faranno i cittadini fra cinque mesi; infine l’ex sindaco invita i collaboratori di Costantini a non utilizzare le opere pubbliche realizzate dalla passata amministrazione, ad esempio piazza del Mare, spacciandole per farina del loro sacco. (s.g.)

