Pronto il bilancio pre-elettorale: previsti 63 milioni di investimenti

13 Marzo 2023

Di questa cifra 48,5 milioni saranno coperti da fondi e contributi dello Stato o di altri enti pubblici L’ente prevede di incassare 37,8 milioni da tasse e tariffe e di spenderne 20,5 per la gestione corrente

TERAMO. Entrate per quasi 141 milioni di euro e spese per 149 milioni. L’ultimo bilancio del quinquennio amministrativo targato Gianguido D’Alberto si condensa in queste due cifre. Sono quelle indicate nel documento contabile di previsione appena approvato dalla giunta e che andrà in consiglio per il varo definitivo il 30 marzo, giusto in tempo per non sforare la scadenza imposta dal prossimo appuntamento elettorale. A riassumere i dati è la nota esplicativa allegata al provvedimento adottato in vista del passaggio in aula della corposa delibera che traccia il quadro economico-finanziario per l’anno in corso.
LE ENTRATE. Il cumulo delle entrate previste è formato da varie voci. Quella più consistente attiene a quote derivanti da fondi, contributi e stanziamenti statali o comunque pubblici destinati agli investimenti che si attesta a poco meno di 48,5 milioni. Seguono gli introiti derivanti da tasse e tariffe, per 37,8 milioni di euro, e i trasferimenti dello Stato finalizzati alla cosiddetta gestione corrente, in pratica quella che garantisce il funzionamento dell’ente, che comprende ad esempio il pagamento degli stipendi al personale, attestata a 20,5 milioni. A questa macro area del bilancio fanno capo anche 6,2 milioni di entrate tributarie e 26,8 milioni di entrate “per conto terzi e partite di giro” che in quanto tali rappresentano un mero elemento contabile. L’anticipazione di tesoreria, in sostanza la quota di liquidità fornita dalle banche sui futuri incassi dell’ente, è stimata in un milione di euro. Quest’ultimo rappresenta un indicatore significativo. Nell’ultimo scorcio della passata consiliatura, infatti, è stato al centro di feroci polemiche proprio perché aveva raggiunto soglie critiche oltre i 10 milioni di euro.
LE USCITE. Sul fronte delle uscite la parte più consistente riguarda, invece, gli investimenti. Le spese cosiddette “in conto capitale”, che si riferiscono a progetti e attività non ordinarie, assommano a 63 milioni di euro. La parte relativa ai servizi e alla “gestione corrente” dell’ente si attesta a 56,4 milioni. Alla prima area fanno riferimento agli stanziamenti per opere pubbliche e altri interventi più volte illustrati dall’amministrazione. Per l’altra parte delle uscite messe in preventivo la nota esplicativa dettaglia le voci di spesa. Quella più consistente è relativa sviluppo sostenibile e tutela del territorio, con 13,2 milioni, pari al 21,04% del totale. La seconda voce più corposa tra le uscite è relativa a servizi istituzionali, generali e di gestione che ammonta a poco più di 12 milioni (19,07%). A seguire ci sono le spese per diritti sociali, politiche sociali e famiglia, che sommano 10,7 milioni (17,09%), e quelle per “soccorso civile”, per un totale di quasi 8,5 milioni (13,48%). Per trasporti e diritto alla mobilità sono calcolate uscite per 2,7 milioni (4,35%). Da calcolare nel totale sono anche le “uscite per conto terzi e partite di giro”, pari a 26,8 milioni, ma per le quali vale la stessa considerazione fatta per le entrate: si tratta di somme in transito nel bilancio dell’ente che incidono solo a livello contabile.
L’AVANZO. La relazione allegata alla delibera approvata in giunta considera anche l’utilizzo dell’avanzo presunto riferito al bilancio dell’anno scorso che ammonta a 2,7 milioni e da destinare dunque alle nuove voci di spesa. Altra cifra significativa è quella del fondo pluriennale vincolato, che ammonta a 5,3 milioni. Si tratta di risorse già accertate e destinate al finanziamento di obbligazioni passive già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi. Più in generale l’amministrazione ha previsto in bilancio, in ossequio a varie disposizioni normative e a principi prudenziali rispetto a spese impreviste, accantonamenti per 21,6 milioni di euro.
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