Provincia batte cassa in Regione «Ridateci tre milioni per i salari»

3 Marzo 2016

TERAMO. La Provincia batte cassa in Regione con tanto di diffida per una somma astronomica: quasi tre milioni di euro che l'ente di via Milli chiede a titolo di risarcimento per le somme spese per il...

TERAMO. La Provincia batte cassa in Regione con tanto di diffida per una somma astronomica: quasi tre milioni di euro che l'ente di via Milli chiede a titolo di risarcimento per le somme spese per il personale dipendente nelle funzioni che la Regione dovrebbe aver avocato a sè dopo il riordino delle Province.

La Provincia infatti ha continuato a sostenere quei settori, e dunque pagato lo stipendio a tutti i dipendenti, che dal 1° gennaio 2015 sarebbero dovuti passare a carico della Regione, maturando cifre consistenti. Infatti su un personale che sfiora le 300 unità, i dipendenti a cui l'ente ha provveduto ad anticipare gli stipendi sono circa 150, dunque la metà del personale, ripartito nei seguenti settori: genio civile, agricoltura, formazione, ambiente ed energia, industria artigianato e commercio, turismo. Una incognita, quello del destino di questi dipendenti, che si aggiunge a quello dei settori della polizia provinciale, del personale delle biblioteche e di quello di tutti i centri per l'impiego provinciale. Dunque, per sollecitare la Regione a battere un colpo, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino ha rotto gli indugi e, sulla scia di quanto fatto anche dalla Provincia di Pescara, ha presentato una maxi-diffida alla Regione da 3 milioni e 200 mila euro. E decisioni analoghe si potrebbero prevedere in futuro anche verso lo Stato visto che la Provincia si sta facendo carico del personale dei centri per l'impiego anticipando finora 900mila euro. Per questi lavoratori (che pure rientrano tra quelli inseriti sulla piattaforma della mobilità del personale delle Province da distribuire tra gli enti pubblici) non ci sono disposizioni precise, ma solo dichiarazioni di intenti previsti nella legge Del Rio di far confluire i centri per l'impiego in una agenzia nazionale. Intanto, su un altro fronte, dopo una prima vittoria legale con Strada dei parchi, la Provincia si appresta a esigere altre somme da Autostrade per l'Italia. «I contenziosi», spiega il presidente Renzo Di Sabatino, «fanno riferimento agli attraversamenti autostradali sulle strade provinciali per i quali la Provincia chiede ai gestori che si paghi la tassa di occupazione del suolo pubblico. Via Milli ha già incassato da Strada dei Parchi 684mila euro, ma ci sono altre cause pendenti in Cassazione per un totale stimato in oltre 2milioni di euro. «In caso di vittoria, spiega Di Sabatino, «ci sarebbe un precedente unico che aprirebbe la strada di contenziosi analoghi anche ad altri enti».

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA