Provincia, nodo vice presidente: in corsa tre nomi per l’incarico

TERAMO . Formato il nuovo consiglio, in Provincia resta da sciogliere il nodo del vice presidente. L’uscente Luca Frangioni, espressione di Fratelli d’Italia, è risultato primo degli eletti, per cui...
TERAMO . Formato il nuovo consiglio, in Provincia resta da sciogliere il nodo del vice presidente. L’uscente Luca Frangioni, espressione di Fratelli d’Italia, è risultato primo degli eletti, per cui avrebbe la strada spianata verso la conferma. Se non fosse, però, che nelle ore immediatamente successive allo spoglio anche il sindaco di Giulianova Jwan Costantini, in quota Lega e secondo nella lista del centrodestra, avrebbe posto la propria candidatura alla vicepresidenza. Per sostenerla si sarebbe mosso anche il deputato e coordinatore regionale del Carroccio Luigi D’Eramo che avrebbe contattato direttamente il presidente Diego Di Bonaventura.
I conti, però, vanno fatti anche con la lista Gatti-Sottanelli che ha eletto quattro consiglieri, con in testa l’uscente Lanfranco Cardinale e a seguire l’ex sindaco di Roseto Enio Pavone: lui potrebbe garantire il miglior equilibrio tra le parti. Nel frattempo l’esito della tornata elettorale di secondo livello continua a suscitare reazioni. Il circolo di Fratelli d’Italia di Campli sottolinea il successo di Frangioni. «Un risultato straordinario per il partito», lo definisce, «ottenuto anche grazie al grande lavoro del coordinamento provinciale guidato da Marilena Rossi».
Sui dati di Teramo si sofferma, invece, la coordinatrice provinciale di Italia Viva Maria Cristina Marroni secondo cui «alla maggioranza sono mancati due voti e non uno». La dirigente evidenzia che dal centrosinistra non usciti consensi per l’ex leghista silvarolo Andrea Di Censo e per Enio Pavone, includendo così anche Francesca Di Timoteo nel novero della coalizione che sostiene il sindaco Gianguido D’Alberto. «In ogni caso sei voti del capoluogo sono andati sprecati: quattro a Ortolani, uno a Lattanzi e uno Massetti» conclude, «l'assenza di strategia è stata fatale». Fa ancora discutere anche la mancata elezione di donne. «La Provincia è l’ente che gestisce il Centro antiviolenza, la Casa rifugio, la Commissione pari opportunità, la programmazione scolastica e non avrà nessuna rappresentanza femminile in consiglio», osserva Barbara Ferretti che è stata vice del presidente Renzo Di Sabatino, «non hanno perso le donne candidate e non ha perso il genere femminile. Ha perso la politica teramana, tutta: perché l’elezione provinciale è di secondo livello. È colpa di un territorio regredito, sempre meno democratico, sempre più patriarcale e maschilista». (g.d.m.)

