Provincia, spaccatura nella Lega Di Matteo: «Tradito l’accordo»

11 Febbraio 2023

Il consigliere e vice coordinatore regionale del Carroccio attacca Costantini e va verso l’addio al partito D’Ercole (Pd): «Non posso accettare ruoli da un presidente che non ho votato, ma resto nel gruppo»

TERAMO . L’esito delle elezioni provinciali e la distribuzione delle deleghe da parte del neo presidente Camillo D’Angelo scaldano il dibattito politico. Anzi, in alcuni partiti, più che di “caldo dibattito” sarebbe opportuno parlare di “sfogo infuocato”. Come nel caso del vice coordinatore regionale della Lega Emiliano Di Matteo che usa i social per lanciare critiche durissime al partito e ad alcuni suoi esponenti. Un post diretto e inequivocabile che sarebbe stato preceduto da una nota riservata inviata dal consigliere regionale ai vertici della Lega per annunciare il suo addio. A non andare giù a Di Matteo è stato il voto espresso da alcuni colleghi a favore di D'Angelo, nonostante il partito avesse ufficialmente sostenuto la candidatura di Massimo Vagnoni. Colleghi quali Jwan Costantini, che non ha nascosto il suo appoggio al neo eletto incassando la vice presidenza della Provincia.
All’indomani dell'attribuzione delle deleghe Di Matteo si sfoga: «Sono stato zitto in questi lunghissimi 10 giorni perché mi sono voluto dare uno spazio di riflessione e ho voluto concedere a qualcuno/a uno spazio di redenzione: sì redenzione rispetto a un mandato politico tradito, calpestato, deriso semplicemente sulla base dei propri piccoli tornaconto personali poi se una persona perbene (Vagnoni) viene tradita che importa, se il nostro partito (Lega) mortificato fa nulla», scrive Di Matteo, «scopro addirittura che tutto era stato organizzato, pianificato, tanto che qualcuno/a è arrivato a farsene vanto pubblicamente e sui social. Ma adesso continuo io però, perché mi ero ancora una volta illuso di avere a che fare con persone serie e invece sono ancora una volta deluso dall’amara constatazione di essere mio malgrado all’interno di un circo fatto di giocolieri, acrobati ma soprattutto pagliacci: quando ero bambino al circo andavo volentieri, mi piaceva, ma non ho mai desiderato farne parte». La distanza è posta, la frattura insanabile. Il coordinatore provinciale Costantini si limita a dire che «la Lega non rilascia dichiarazioni». Nessuno scossone, invece, per la “Casa dei Comuni”, gruppo di centrosinistra a trazione Pd, per la mancata assegnazione di deleghe a Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo: «Avevo espresso la mia indisponibilità ad avere deleghe da un presidente che non ho sostenuto, rispettando la linea del Pd. È una questione di coerenza, nulla contro D'Angelo: resto nel gruppo». (v.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.