Punto nascita: inviate 15mila firme alla Regione

22 Ottobre 2014

ATRI. Quindicimila firme raccolte per dire no alla soppressione del punto nascita dell’ospedale di Atri. La petizione popolare promossa dalle associazioni “Il San Liberatore non si tocca” e dal...

ATRI. Quindicimila firme raccolte per dire no alla soppressione del punto nascita dell’ospedale di Atri. La petizione popolare promossa dalle associazioni “Il San Liberatore non si tocca” e dal “Comitato difesa ospedale Atri” ieri è stata inoltrata alla Regione. I promotori, Pierfrancesco Macera, Gianpiero Reitano, Roberto Marchione e Mario Marchese in una nota congiunta scrivono: «abbiamo raggiunto la straordinaria cifra di 15.097 firme a sostegno del nostro documento che mette in evidenza che il reparto di neonatologia di Atri non solo ha tutti i requisiti per rimanere in vita previsti dal decreto Fazio ma anche tutti gli standard qualitativi e di professionalità».

Le associazioni mettono in evidenza come la raccolta firme non sia stata una battaglia prettamente campanilistica, ciò è testimoniato dal fatto che oltre alle 4mila firme provenienti da Atri, circa 6mila sono giunte dalle vicine Silvi, Pineto e Roseto e circa 2mila dal territorio pescarese. Inoltre, numerose adesioni sono arrivate anche da tutto il resto del territorio teramano. La nota delle associazioni prosegue: «Con questa battaglia i cittadini hanno voluto lanciare un forte segnale a tutta la politica, sia quella di centrodestra sia quella di centrosinistra che, nel corso degli ultimi anni, non ha mai considerato l’importanza del reparto nascite dell’ospedale atriano, i partiti hanno preferito investire in altre realtà». Si apprende che il documento sottoscritto dai cittadini sia stato consegnato non solo ai vertici delle istituzioni politiche regionali ma anche a quelle locali. La speranza è che la petizione venga presa in piena considerazione. «Se questo non dovesse verificarsi» concludono i promotori «saremo pronti ad andare avanti con manifestazioni di protesta in quanto riteniamo inaccettabile che la politica possa voltare le spalle alle richieste avanzate da oltre 15mila persone, molte più di quelle che hanno dato sostegno nelle scorse elezioni regionali al candidato più votato. Con questo risultato emerge palesemente che il politico più importante dell’Abruzzo è il cittadino, e la politica dovrà per forza prenderne atto». (d.f.)

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