Radioattività entro i limiti Oggi riapre Grasciano
I rilievi di Arta e Noe escludono pericoli, allarme innescato da scarti sanitari Sospiro di sollievo per i sei sindaci del Cirsu: l’impianto è sicuro, si torna al lavoro
GIULIANOVA. Dopo tre giorni di rilievi approfonditi il Cirsu riapre i cancelli. La Regione ha infatti revocato la sospensione delle autorizzazioni scattata venerdì dopo un allarme su elevati livelli di radioattività riscontrati in alcuni carichi inviati in Lombardia. «Secondo i verbali dell’Arta e sottoscritti dal Noe di Pescara nell’impianto non sono stati rilevati potenziali pericoli», afferma Franco Gerardini, dirigente del servizio ambiente regionale, «quindi non ci sono più i motivi per tenere chiuso l’impianto».
Da questa mattina i sei Comuni consorziati possono tornare a scaricare i rifiuti nell’impianto di Grasciano, come anche alcuni Comuni della Val Vibrata e il consorzio AM, che utilizza la struttura del Cirsu dopo l’incendio delle scorse settimane che ha interessato l’impianto di Pineto. «I vigili del fuoco hanno ispezionato in modo approfondito ogni angolo», rivela Gerardini, «e al termine delle verifiche l’Arta ha emesso un verbale dettagliato che toglie ogni dubbio sulle reali condizioni dell’area. Il rapporto dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente esclude infatti qualsiasi pericolo e quindi non ci sono più motivi per tenere chiusi gli impianti». La sospensione delle autorizzazioni aveva tenuto con il fiato sospeso i sindaci dei sei comuni consorziati. Il prolungarsi della chiusura dell’impianto di Grasciano avrebbe infatti costretto le amministrazioni a individuare un altro sito idoneo e a trovare le risorse necessarie per affrontare la spesa per il conferimento in altra discarica per il tempo necessario alla riapertura.
Fortunatamente lo stop è stato limitato e i rifiuti raccolti nei tre giorni di fermo sono rimasti stoccati sui camion delle ditte impegnate nella raccolta. Resta da capire da dove è derivato l’alto livello di radioattività nei carichi inviati all’impianto di incenerimento della Lombardia.
«Molto probabilmente a determinare questa situazione sono stati rifiuti sanitari non conferiti in maniera adeguata», spiega Gerardini, «comunque ora c’è un’indagine della procura che si occuperà di scoprire cosa è avvenuto veramente. Quello che conta è che dai rilievi non è stata riscontrata radioattività superiore alla norma e quindi l’impianto è sicuro e può tornare a lavorare». Rimane alta l’attenzione del sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura che chiede maggiore vigilanza e controllo più affidabili suli rifiuti che entrano nello stabilimento. (m.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

