Recchiuti: favorevoli alla tassa di soggiorno ma è complicato

Roseto, l’assessore risponde alla proposta di Sottanelli: «Sarebbe una risorsa, applicarla nel concreto è difficile»
ROSETO. «Sono assolutamente favorevole alla tassa di soggiorno e come me la pensano anche gli altri colleghi di giunta, ma ci sono difficoltà oggettive che rendono l’applicazione dell’imposta molto più complicata di quanto potrebbe sembrare a prima vista». È l’assessore comunale Alessandro Recchiuti a replicare, a nome della giunta, alla proposta a distanza avanzata di recente dall’onorevole Giulio Sottanelli - peraltro già resa nota a nome di Abruzzo civico dall’esponente del gruppo Flaviano De Vincentiis, consigliere comunale a Roseto ed eletto anche in Provincia - esprimendo concetti condivisi all’interno della maggioranza di centrodestra che governa Roseto.
Secondo l’onorevole Sottanelli il “contributo di soggiorno”, come ama definirlo lui, sarebbe la ricetta giusta per rilanciare l’economia locale, potenziando la promozione della città, sia in Italia sia all’estero, senza pesare sulle tasche dei rosetani. Basterebbe infatti applicare un euro per ciascuna delle 800mila presenze nelle strutture ricettive della città per avere a disposizione ogni anno 800mila euro da destinare alla cura della città, alla programmazione di un cartellone estivo di spessore e alla promozione di Roseto attraverso la locale squadra di basket alla quale andrebbe per questo una parte dell’introito derivante dall’imposta di soggiorno. «Un progetto che non fa una piega, ma solo sulla carta», dice l’assessore Recchiuti, «a cominciare dalle cifre, visto che una fetta consistente delle presenze rosetane viene dalle cosiddette strutture all’aria aperta, i cui fruitori non accetterebbero di buon grado l’applicazione della tassa, al punto di rinunciare a scegliere Roseto quale méta per le proprie vacanze». Altro aspetto da non sottovalutare riguarda i tempi. «Non è certo questo il momento per applicare una nuova tassa», spiega ancora Recchiuti, «in quanto i listini sono già pronti da mesi, pertanto non si può aumentare i prezzi in corsa, cosa peraltro illegittima, dopo che ciascuna famiglia ha predisposto il budget per le vacanze. Inoltre un’operazione simile va studiata bene, insieme alle altre località balneari della costa teramana, cioè le ‘sette sorelle’, in modo da mettere a punto una strategia comune». Un’operazione, quindi, che andrebbe programmata nei dettagli per tempo e, soprattutto, condividendo la scelta con gli altri centri costieri della zona. Non a caso l’attuale maggioranza aveva in animo di applicare la tassa di soggiorno già dal 2013, ma l’operazione non andò in porto probabilmente per gli stessi motivi illustrati dall’assessore Recchiuti.
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

