Reddito di cittadinanza, 31 furbetti C’è anche un camorrista assassino

17 Marzo 2021

L’uomo condannato in via definitiva per concorso in omicidio era ai domiciliari nel Teramano Scoperti anche giocatori online vincitori di grosse somme e proprietari di immobili con affitti in nero 

TERAMO. Dal camorrista condannato in via definitiva per concorso in omicidio ai giocatori on line con tanto di vincite scovate sui conti telematici fino al proprietario di immobili che affitta case in nero e si dichiara nullatenente: c’è di tutto tra i 31 furbetti del reddito di cittadinanza scoperti dalla guardia di finanza di Teramo negli ultimi 14 mesi. Complessivamente avrebbero percepito indebitamente contributi per 251mila euro.
Numeri a riflettere l’immagine di un Paese in cui tutto è sempre possibile fino a quando non scatta l’inchiesta giudiziaria a definire l’illecito. Cronache quotidiane che non sempre balzano agli onori della cronaca, ma che scandiscono la realtà.
Che è quella fatta di piccoli artigiani o camerieri in nero che si dichiarano disoccupati per ottenere il reddito di cittadinanza, ma anche di chi prova a fare il furbo pur avendo svariati beni di proprietà. Come il caso di alcuni proprietari di immobili che, secondo la ricostruzione fatta dalle Fiamme Gialle, hanno presentato insieme alle domande anche false autocertificazioni Isee, non indicando il proprio patrimonio immobiliare: il caso più significativo quello di un uomo proprietario di immobili per un valore di 182mila euro. E poi c’è chi è stato individuato a seguito di un controllo per affitti in nero e si è scoperto aver introitato redditi provenienti da locazioni immobiliari. Dunque, secondo l’accusa, percepivano redditi dagli affitti ma risultavano disoccupati e quindi legittimati a chiedere e ottenere il reddito di cittadinanza.
Ma l’indagine certosina e capillare dei finanzieri ha scovato furbetti anche tra i titolari di conti di gioco on line. Ovvero coloro che giocano su varie piattaforme digitali utilizzando i canali di scommesse legali. Con questa metodologia di controlli sui conti correnti on line investigativa i finanzieri hanno individuati diversi percettori del reddito che, in un anno o più anni, avevano vinto somme notevoli. Tra questi vincitori di somme come 799mila euro, 687mila euro e 347mila euro. E poi ci sono coloro che hanno percepito il reddito pur essendo agli arresti domiciliari o, in un episodio, condannati in via definitiva per il reato di associazione mafiosa. In questo caso si tratta di un camorrista campano che all’epoca dei fatti era ai domiciliari nel Teramano e che, dopo la condanna passata in giudicato per concorso in omicidio, è attualmente recluso in un carcere fuori regione.
Per tutti ci sono fascicoli già aperti in Procura con l’autorità giudiziaria che contesta l’indebita percezione di erogazioni pubbliche. Da precisare, inoltre, che per molti di questi 31 l’autorità giudiziaria ha già stato chiesto il processo. «L’Italia e l’Unione Europea», si legge in una nota del comando provinciale della Finanza guidato dal colonnello Gianfranco Lucignano, «hanno destinato nel corso del 2020 ed impiegheranno ulteriormente in futuro ingentissine risorse pubbliche allo scopo di arginare i danni dell’emergenza epidemiologica al sistema economico, preordinare le condizioni per assicurarne la ripresa e contrastare la povertà e l’esclusione sociale ed è proprio in tale ambito che si innesta l’attività di controllo della guardia di finanza con la finalità di perseguire obiettivi di equità sociale reprimendo le condotte di indebita richiesta o percezione di sussidi e agevolazioni». Nei controlli e nei servizi mirati, che continuano quotidianamente, sono stati impegnati i finanzieri delle compagnie di Teramo e Giulianova e delle tenenze di Nereto e Roseto.
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