Revocato il divieto di balneazione ma il Tordino resta una minaccia

22 Giugno 2016

Il sindaco accusa: non si fanno prelievi dopo le piogge. E il Ruzzo rassicura: i depuratori funzionano Tuttavia i dati dei campionamenti sul versante giuliese della foce sono in deciso peggioramento

GIULIANOVA. È stato revocato il divieto di balneazione a 250 metri dalla foce del Tordino ma la situazione continua a essere preoccupante. Nel pomeriggio di lunedì il sindaco Francesco Mastromauro ha convocato Antonio Forlini e Domenico Giambuzzi, rispettivamente presidente e dirigente della Ruzzo reti. Forlini ha rassicurato circa il corretto funzionamento degli impianti di depurazione presenti lungo il fiume Tordino e sul fatto che la società di gestione del ciclo delle acque terrà la guardia molto alta. È stata ribadita, comunque, la problematica sorta lo scorso aprile e causata da atti vandalici compiuti ai danni delle pompe di sollevamento (alcune delle quali sono state rubate) che convogliano le acque nere dal depuratore dismesso dell’Annunziata a quello nuovo di Villa Pozzoni. «Su questo punto specifico», ha commentato il sindaco, «abbiamo preso un impegno reciproco che consiste nel realizzare, entro la primavera del 2017, un tratto di rete fognaria che collegherà direttamente la parte alta di Giulianova con il nuovo impianto di depurazione, bypassando quello dismesso».

Gli amministratori, comunque, hanno sostenuto l’inopportunità di eseguire i controlli immediatamente dopo delle precipitazioni. «I campionamenti effettuati il 13 giugno», ha proseguito Mastromauro, «sono stati preceduti da piogge abbondanti che hanno comportato il “lavaggio” dei fiumi e l’aumento delle sostanze trasportate in mare. Ne consegue che non sono rappresentativi delle tipiche situazioni e condizionano pesantemente la qualità futura delle acque di balneazione. Nei prossimi giorni proporremo alla Regione il modello utilizzato in Romagna, che attenua il problema con ordinanze di divieto preventivo e il rinvio nell’effettuazione dei prelievi».

Durante la riunione è stata inoltre ribadita la necessità di combattere le situazioni di illegalità che si perpetrano lungo il corso del fiumi. A questo proposito, l’amministrazione giuliese ha sollecitato l’assessore Dino Pepe a farsi promotore di un’azione che porti a un piano di controlli a tappeto. Inoltre, l’analisi dei dati sulla qualità delle acque di balneazione dalla dismissione del vecchio depuratore dell’Annunziata ad oggi, effettuata da Archimede Forcellese, consulente del sindaco, ha mostrato come la situazione del punto di campionamento posto alla foce del Tordino dalla parte di Giulianova, dopo un periodo caratterizzato da miglioramenti significativi, sia in deciso peggioramento. «Riteniamo che un ruolo importante debba essere attribuito alla configurazione anomala della foce», ha concluso Mastromauro, «che, pur essendo larga quasi 140 metri, vede lo sbocco a mare del fiume solo dalla nostra parte ove manca l’area golenale che, invece, è molto ampia nel versante di Cologna. Inoltre, tra mare e fiume è presente una barra di ghiaia che accentua ulteriormente il fenomeno e non favorisce il rimescolamento tra acqua marina e acqua fluviale. Abbiamo chiesto alla Regione la rimozione dell’ostacolo».

Per il Forum H2O, comunque, il Comune di Giulianova ha peccato in comunicazione ed efficienza per quanto riguarda la gestione e la pubblicazione dei divieti. Il Forum, che presenterà un esposto in merito, ha ricostruito così la vicenda: «L’Arta risulta aver comunicato il 15 giugno al Comune l’avvenuto superamento dei limiti di legge nel tratto. L’ordinanza riporta la data di emissione del 17 giugno, a due giorni di distanza dalla comunicazione. Inoltre risulta essere stata pubblicata sull’albo pretorio solo il 20 giugno a ben 5 giorni dalla prima comunicazione». L’avvenuta rimozione del divieto, inoltre, è stata resa nota solo ieri sull’albo on line.

Margherita Totaro

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