Riapre la pista ciclabile distrutta dall’alluvione

3 Agosto 2016

Il tratto che costeggia il Tordino sarà di nuovo percorribile da questa mattina dopo la chiusura avvenuta nel 2011. Ora è completo il progetto Bike to coast

GIULIANOVA. Il tratto di pista ciclopedonale che costeggia il fiume Tordino verrà riaperto oggi, a partire dalle 9. Si tratta del tratto eroso a seguito dell'alluvione del marzo 2011 e che aveva imposto una modifica del percorso. Da allora, infatti, quel tratto è rimasto inagibile. «I lavori», ha dichiarato soddisfatto il sindaco Francesco Mastromauro, «sono stati effettuati dopo che nel febbraio scorso il Genio Civile ha provveduto a ricostruire la sponda sinistra del fiume e hanno riguardato i cordoli, che sono stati ripristinati, la realizzazione della massicciata di sottofondo, la posa in opera di una staccionata in legno, della pavimentazione in betonella e del sistema di pubblica illuminazione. Nella primavera del 2017 si provvederà alla messa a dimora nell’aiuola spartitraffico di nuove essenze».

Con la riapertura del tratto sud viene portato a completamento il progetto Bike to coast realizzato da Giulianova, prima località abruzzese ad averlo attuato, tramite la nuova ciclabile di 650 metri sul lungomare Spalato, con segmento di collegamento di 110 metri su piazza del Mare dal lungomare monumentale, inaugurata il 3 luglio 2015. Nel 2011 furono molti i danni provocati dalla spaventosa alluvione. Il quartiere Annunziata, in particolare, dove si trova appunto il tratto di pista ciclopedonale, venne sommerso letteralmente dalle acque del Tordino, tanto che molte famiglie furono evacuate e costrette a cambiare abitazione (alcuni si recarono a Cologna) in attesa che le acque stesse, fuoriuscite dal letto del fiume ingrossato, si ritirassero. Le acque in piena avevano inoltre eroso un tratto della sponda destra del fiume Tordino, in zona contrada Filetto, tra Giulianova e Roseto, distruggendo il sistema di sicurezza che separava il corso d’acqua dalla vecchia discarica di Coste Lanciano di Roseto e, quindi, trascinando a valle una consistente quantità di rifiuti. Dal quella notte tra il 1° e il 2 marzo 2011, però, nulla è stato fatto ancora per salvaguardare gli argini erosi a monte. Lo scorso marzo, al Comune di Giulianova, si tenne un incontro con l’assessore regionale Dino Pepe, i dirigenti regionali del servizio di opere marittime, del Genio civile e con i sindaci dei Comuni limitrofi interessati dal problema. Allora, il sindaco Mastromauro e l’assessore Fabio Ruffini chiesero di creare una barriera artificiale, spazzata via dall’alluvione, in grado di limitare l’erosione della costa, ma soprattutto di ripristinare gli argini del Tordino erosi dall’alluvione.

Margherita Totaro

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