Ricostruzione, fissato il termine: «Entro dieci anni opere concluse»

Il ministro Musumeci e il commissario Castelli indicano la scadenza per la riparazione dei danni Con le nuove regole congelati 70 milioni di Iva a carico delle imprese e sbloccati altri 3.500 interventi
TERAMO. Ricostruzione da completare entro dieci anni. È la scadenza indicata dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci nel corso dell’incontro con il commissario per il post-sisma del Centro Italia Guido Castelli. La stima dei tempi sull’ultimazione degli interventi di riparazione dei danni finanziati con risorse pubbliche è collegata al decreto Calamità, convertito in legge dal parlamento nei giorni scorsi, che oltre alla ricostruzione fisica degli immobili assicura il rilancio socio-economico delle aree del cratere.
EFFETTI DELLE MISURE
Tra le principali novità introdotte dal provvedimento c’è la stabilizzazione, entro fine anno, di 591 professionisti e tecnici impegnati nelle procedure post-sisma. Di questi, 139 sono in servizio negli Uffici speciali per la ricostruzione e in particolare 24 sono in attività nella struttura abruzzese guidata da Vincenzo Rivera. Gli altri 452 sono operativi negli enti pubblici e in questo caso l’Abruzzo conta 68 precari tra Comuni e altre amministrazioni locali. Vale, invece, 70 milioni di euro il blocco dell’anticipo dell’Iva che il decreto ha introdotto a beneficio delle aziende. Le manifestazioni di volontà di adesione alla misura, anch’essa destinata ad accelerare le opere post-sisma, sono state 2.600 da parte delle imprese, per un importo complessivo di 431 milioni. Il decreto sblocca inoltre 3.500 interventi, per 1,6 miliardi, relativi a zone fuori cratere, equiparandoli a quelli previsti per le aree più colpite dal sisma, ma superando anche la disparità di trattamento tra danni lievi e pesanti. Significativi, inoltre, i progetti per riparare le scuole. Il provvedimento ne finanzia 450, per un importo di 1,3 miliardi, di cui 76 sul territorio abruzzese.
i tempi della rinascita
«Abbiamo concordato che entro un decennio possa esaurirsi la ricostruzione, anche perché un’attività celere e concreta scongiura il pericolo della sfiducia degli abitanti dei centri colpiti e quindi dello spopolamento», spiega Musumeci al termine dell’incontro con Castelli, «al tempo stesso stiamo lavorando a un disegno di legge più articolato sugli interventi post-calamità che preveda, tra le altre cose, un termine ultimo di nove anni per il completamento dei lavori». Il commissario ribadisce che le regole appena varate in parlamento risolvono problemi posti da tempo dai rappresentanti dei territori feriti. Per Castelli si tratta di «un provvedimento inequivocabilmente dalla parte dei cittadini colpiti dal terremoto dell’Appennino centrale». Secondo lui «il doppio ruolo del commissario, incaricato della ricostruzione e della riparazione, è un’intuizione del Governo Meloni che ha guidato la stesura degli emendamenti e i vari interventi migliorativi» del decreto, segnando un «passaggio indispensabile» per la rinascita delle aree del cratere.
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