Ricostruzione, nuova ordinanza Sbloccate centinaia di pratiche

12 Febbraio 2021

In cinque mesi sono passate da 323 a 506, oltre cento i decreti per la concessione dei contributi Il sindaco D’Alberto: «C’è stata una grande accelerata, questo per noi sarà l’anno dei cantieri»

TERAMO. Se gli effetti pieni dell'ordinanza 100, relativa alla ricostruzione privata, si potranno vedere solo tra qualche mese, i dati relativi al numero di domande pervenute dopo la sua adozione confermano come grazie al nuovo strumento messo in campo dal commissario straordinario Giovanni Legnini il 2020 abbia rappresentato l'anno della svolta, sbloccando migliaia di pratiche in tutto il cratere e alcune centinaia nel solo capoluogo di provincia.
A settembre 2020 nel comune di Teramo le domande presentate erano appena 323. Oggi, secondo i dati dell'ente, sono 506, con 106 decreti di concessione del contributo e 12 pratiche in fase di gara e che quindi a breve dovrebbero essere decretate. Rispetto a un mese fa si parla di ben undici ulteriori pratiche arrivate a compimento (tra decreti e gare), nonostante le festività e i problemi legati alla pandemia. «In particolare abbiamo 98 decreti relativi ai danni lievi», spiega il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, « di cui 93 residenziali e cinque per attività produttive e otto decreti relativi a danni gravi di cui sei per unità residenziali e due per attività produttive». Ma a dare il segno dell'accelerazione è soprattutto il numero di pratiche arrivate negli ultimi mesi. «Sicuramente l'impulso dato dall'ordinanza 100, i cui effetti pieni li vedremo con molta probabilità tra maggio e giugno», sottolinea D'Alberto, «ci permette di dire che il 2021 sarà l'anno dei cantieri. E se l'ordinanza 100 impatta positivamente sulla ricostruzione privata con l'attivazione dei poteri in deroga contiamo di avviare nell'anno in corso anche i primi cantieri di ricostruzione pubblica». A confermare l'impulso dato dall'ordinanza 100 i numeri relativi all'intero cratere abruzzese. Sono infatti ben 1381, secondo i dati dell'Usr, le pratiche presentate con questa ordinanza. Di queste, pero, 910 allo stato non sono istruibili perché incomplete (l'ordinanza dava infatti la possibilità di presentare una domanda semplificata con successiva integrazione documentale). Delle altre 471 per ben 387 è stata chiesta la conferenza regionale mentre delle restanti 84 ce ne sono 23 arrivate a conclusione e 61 in istruttoria. Nei giorni scorsi, intanto, Legnini e il segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale Erasmo D'Angelis hanno siglato l’accordo di collaborazione per gli studi di approfondimento e il monitoraggio di tutte quelle aree di dissesto che, se non studiate nel dettaglio o eventualmente non contenute con interventi e opere, rappresentano un ostacolo alla ricostruzione in diversi centri urbani.
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